L’AQUILA – Tra i vari elementi di discussione e riflessione che colpiscono in questi giorni di altissima tensione dovuta allo sciame sismico che sta interessando i monti Reatini e l’Alta Valle Aterno uno colpisce su tutti: il mondo delle Istituzioni ha preso coscienza del rischio sismico che si corre nel territorio e nell’hinterland aquilano.

Non che prima lo sottovalutasse, ma sicuramente fino al 6 aprile 2009 nessuno, come invece ha fatto ieri il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, si sarebbe azzardato ad affermare che “non si escludono forti scosse”.

Un modo per tenere alta la tensione o, se volete, per non incorrere nella leggerezza commessa dalla Commissione grandi rischi che, a una settimana dal disastroso sisma di 18 mesi fa, tranquillizzò la popolazione che, oggi come allora, con crescente apprensione provava sentimenti di panico e paura.

Un errore di sottovalutazione che all’Ingv non commettono e non hanno commesso: lì con i terremoti si lavora quotidianamente. Per non commettere altri sbagli, in queste ore sono state attrezzate tensostrutture e aree della città, pronte ad accogliere  i cittadini in caso di necessità o di emergenza. Ciò che sembra una grande novità dovrebbe rappresentare la norma in un territorio dove il terremoto non è poi una novità.

Sulla questione abbiamo raccolto le impressioni di un vero e proprio esperto: si tratta di Antonio Piersanti, capo dipartimento di Sismologia e tettonofisica all’Ingv, al quale abbiamo chiesto impressioni e opinioni su quanto sta accadendo nell’Aquilano (e nel Reatino) e sulle teorie di previsione dei terremoti dell’ex tecnico di laboratorio dell’Infn e studioso dei fenomeni sismici Giampaolo Giuliani (nella foto).

“Purtroppo – ci dice Piersanti – la comunità scientifica mondiale, e non solo italiana, a volte non dice le stesse cose che la gente vuol sentire.  Rispetto a quanto accaduto prima del 6 aprile 2009 è cambiato l’atteggiamento politico. Lo scorso anno i nostri messaggi sono stati ignorati. Noi non abbiamo mai detto che all’Aquila non ci sarebbero stati dei terremoti molto forti”.

“Quando si attiva una sequenza sismica, come quella dello scorso anno e che si sta riproponendo in questi giorni nel reatino e alta Valle Aterno – prosegue – bisogna sempre prestare la massima attenzione. La politica e le istituzioni allora  hanno avuto un atteggiamento diverso rispetto a quello che stanno tenendo ora”.

Non è scontato, in questi casi, parlare di prevenzione.

“Purtroppo – ammette Piersanti – in Italia siamo abituati a fare i conti con il terremoto come con altre catastrofi solo quando si è verificato, mentre la parola chiave in questo campo è la prevenzione. Non siamo abituati alla convivenza quotidiana con il fenomeno terremoto e ad attuare delle serie politiche di prevenzione”.

“La comunità scientifica – sostiene il sismologo – ha messo a disposizione tutti gli strumenti necessari per dispiegare delle serie politiche di mitigazione del rischio. Gli strumenti principali in questo campo sono la mappa di pericolosità sismica dell’Italia e la conseguente classificazione sismica del territorio nazionale. La zona del Reatino, interessata dalla sequenza di questi giorni, è classificata in zona 1, la più pericolosa”.

Capitolo Giampaolo Giuliani, lo studioso aquilano secondo cui le rilevazioni di radon rappresentano un precursore sismico.
 
“Non voglio assolutamente entrare in polemica con Giampaolo Giuliani – premette Piersanti – ma non posso non fare alcune considerazioni sui suoi studi: quando si elabora una teoria scientifica, questa si propone immediatamente alla comunità scientifica (attraverso le pubblicazioni “peer reviewed”) che ha così la possibilità di analizzare a fondo le teorie proposte e può pronunciarsi nel merito. Giuliani non ha mai diffuso i suoi dati e i suoi documenti.  Salvo poche eccezioni in Italia e nel resto del mondo, tutti sanno che il terremoto non può ancora essere previsto”.

Quanto al radon, Piersanti spiega che “effettivamente è un argomento di studio, ma finora nessuno ha dimostrato la sua affidabilità come precursore sismico”.

Le ricerche di Giuliani che valore hanno allora? “Da quando opera – accusa Piersanti – non ha mai fatto una previsione, bensì emette comunicati e messaggi sulla sua bacheca Facebook solo dopo che gli eventi sismici si sono verificati”.

“È stato così – cita lo studioso – per la sequenza sismica di Montereale (eventi mattina del 31 agosto, comunicato la sera del 31 agosto); Monti Martari (terremoto di magnitudo 4 avvenuto la mattina del 28 agosto, comunicato emesso la notte del 29); riattivazione sequenza nel reatino e Citta di Castello (eventi avvenuti il 24 luglio, comunicato emesso il 25 luglio) Velino Sirente (terremoto di magnitudo 3.6 avvenuto in tarda mattinata del 4 luglio e comunicato emesso la mattina del 5 luglio)”.

“I suoi messaggi – conclude Piersanti – arrivano sempre tardivamente rispetto ai terremoti”.