ROMA – Una nuova scossa di terremoto, la terza in poco meno di due ore, è stata registrata alle 15.36 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Verona. La magnitudo è stata superiore ai terremoti precedenti salendo a 4.4.
La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione. Il primo terremoto, di magnitudo 3.4, è stato registrato alle 14.02, il secondo, di 2.8, alle 14.44 ed entrambi con epicentro vicino a Salizzole.
Il traffico ferroviario è stato sospeso in via precauzionale per verifiche tecniche sulle linee Milano – Venezia e Bolzano – Verona – Bologna alle 15.50. Trenitalia ha richiesto l’intervento dei tecnici per consentire la regolare ripresa del traffico ferroviario.
“Stiamo monitorando costantemente la situazione. Al momento le scosse di terremoto che hanno interessato la provincia di Verona sono state tre. Sono personalmente in costante contatto con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, con il quale la Regione è convenzionata per il monitoraggio e con il Direttore Interregionale dei Vigili del Fuoco. Confermo che per ora non ci sono giunte segnalazioni di danni”, commenta l’assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin.
“Il sistema di Protezione Civile del Veneto – assicura Bottacin – rimane preallertato con tutti i suoi volontari per qualsiasi evenienza”. L’Assessore veneto sta anche seguendo l’evolversi della situazione dopo il terremoto che ha colpito la Croazia. “Contrariamente a quanto appariva nei primi momenti – riferisce Bottacin – sembra che non sia necessaria l’attivazione della missione internazionale di supporto. Ho sentito il Capo della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli e gli ho ribadito la nostra totale disponibilità a intervenire anche per attività “usar” di ricerca di persone sepolte sotto le macerie”.
“Tramite Arpav – informa Bottacin – stiamo anche precauzionalmente ponendo la massima attenzione alla rilevazione di eventuale radioattività, al momento assente, in relazione alla centrale nucleare di Krsko. Abbiamo contattato anche l’Isin (terminale italiano delle rete dell’Agenzia per l’Energia Atomica), che è in contatto con la Autorità di Sicurezza Nucleare della Slovenia per Krsko. Anche da questa autorevole fonte si escludono rilasci di sostanze radioattive”.






