L’AQUILA – “I soldi per la ricostruzione mancano ma tra commissari, esperti, super-esperti, collaboratori, dirigenti, dipendenti e quanto altro la fantasia autorizza, L’Aquila viene espropriata di oltre 12 milioni di euro l’anno per pagare chi, a oggi, ancora non lavora a regime”.
Lo afferma l’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante (Pdl), in riferimento all’ipotesi di proroga dei precari del Comune e della Provincia dell’Aquila e degli altri paesi del “cratere” approvata dal Senato e ora all’esame della Camera.
Giuliante punta il dito contro il “concorsone”, “contestato da pochi ma difeso da tutti, fatto perché non si potevano prorogare i precari che per tre anni avevano lavorato sulle pratiche del terremoto, che oggi viene bypassato”.
“Quei precari non prorogabili e che pure avevano agito in condizioni disagiate nella prima emergenza – aggiunge Giuliante – oggi (se confermato dalla Camera) potranno essere prorogati. Ricordate la tracotanza di Barca che ripeteva ‘non sono prorogabili’?”.
“Ci si lamentava perché erano troppi – sottolinea Giuliante – oggi sono di più. Dalla data di indizione del concorso a oggi si sono persi 10 mesi, mentre ci avevano assicurato ‘tempo zero’ per la ripresa delle attività, smentiti in danno dell’Aquila e del ‘cratere’, che in questi giorni torna a sottolineare il blocco”.
“Non si scorrono le graduatorie del concorsone, che pure ha ‘selezionato i migliori’ – dice ancora l’assessore – ma si riutilizza il solito, ipocrita metodo clientelare per ingrossare le fila degli assunti”.
“Tutto questo – conclude Giuliante – ha avuto il supporto e la complicità degli amministratori locali, pavidi e succubi di Barca e Formez, e oggi invece di fare mea culpa continuano con sceneggiate che fanno sembrare la nostra tragedia una farsa che sembra destinata a non finire”.



