L’AQUILA – “Sconvolto” dallo spettacolo delle macerie e degli edifici ingabbiati. Dal silenzio sospeso che avvolge le strade presidiate dai militari e percorse da sparuti gruppi di aquilani che cercano di riappropriarsi di una quotidiana per quanto precaria possa essere.
L’aperitivo si può prendere in un bar aperto su una strada principale, non molto lontano dalla Basilica.
E un aperitivo prende, insieme alla delegazione del Formez guidata dal direttore Marco Villani, il direttore della Corporate Philantropy della Foundation Japan Tobacco International (Jti) Stefan Rissi.
È nato a Ginevra, la patria di Calvino. E calvinistico è il suo approccio al dramma dell’Aquila.
Mirate le sue domande, trattenuta a stento la sua curiosità. Ha un solo cedimento quando deve elogiare il lavoro fatto dal Formez per assistere la popolazione con il progetto Gea (Gestione emergenza Abruzzo).
“Aiutare mandando soldi è il modo più facile – ha spiegato Rissi. – Il 99 per cento del lavoro lo fa il soggetto scelto, l’1 per cento è scegliere quello giusto”.
“Noi siamo orgogliosi di aver scelto il Formez” – ha concluso Rissi.
Un giudizio e un apprezzamento da qualcuno interpretato come la volontà della Fondazione Jti di continuare nell’opera di sostegno all’Aquila.
Marco Villani ha sottolineato l’attenzione costante messa dal Formez, con il progetto Gea, nel rafforzare lo sportello unico per le piccole e medie imprese e nel formare il personale degli Enti locali nella ricostruzione antisismica.



