L’AQUILA – “Abbiamo svolto quest’inchiesta con un intento diverso, non con un approccio inquisitorio, ma pensando a evitare gli sprechi e il contenzioso”.

Così il comandante provinciale della Guardia di finanza, Domenico Castrignanò, ha spiegato l’operazione che ha consentito di recuperare circa 205 mila euro di contributi per il mantenimento delle aziende costrette a chiudere per il terremoto dell’Aquila.

“Potevamo aprire contenziosi – ha spiegato Castrignanò – oppure scegliere una soluzione più semplice, abbiamo fatto così. Abbiamo chiesto ai sindaci e alle amministrazioni di recuperare specifiche cifre per specifici destinatari”.

Non è stato semplice. “Qualche sindaco – ha svelato il comandante – quando ci ha visto chiedere le carte ha pensato che volessimo fare le pulci e in realtà sì, ma ora gli amministratori dovrebbero ringraziarci. In questo modo abbiamo evitato procedimenti penali o contabili che sarebbero ancora alle prime fasi, forse al sequestro preventivo dei fondi. Invece con il nostro metodo è finito tutto”.

Un supplemento d’indagini successivo, a soldi già messi al sicuro, comunque, ci sarà. “Là dove abbiamo rilevato malafede… Non ne parliamo”, ha concluso Castrignanò, facendo prevedere ulteriori sviluppi. (alb.or.)