L’AQUILA – “Per noi tedeschi questo è un giorno di festa, in primo luogo perché viene ricostruita la chiesa che era stata distrutta dal terremoto, ma perché è anche un segnale di speranza per la rinascita di questo luogo e delle relazioni italo-tedesche dopo i terribili eventi avvenuti nella seconda Guerra mondiale”.
Così il segretario di Stato Gunther Adler, che stamattina a Onna, che con 41 vittime ha pagato il maggior tributo al sisma, insieme all’ambasciatrice della Germania in Italia Susanne Marianne Wasum-Rainer, ha inaugurato la chiesa di San Pietro Apostolo, restaurata grazie ad una donazione di 3 milioni di euro del governo della Repubblica federale di Germania, dopo la sottoscrizione di un accordo intergovernativo il 4 giugno 2010.
“Noi questi eventi non li dimentichiamo – ha aggiunto facendo riferimento alla strage nazifascista dell’11 giugno 1944 – sono molto felice che le relazioni italo-tedesche si siano ulteriormente approfondite anche nel corso di questi anni, nel rapporto che si è creato per la ricostruzione della chiesa si sono creati dei legami di amicizia che continuano. Tedeschi che hanno imparato l’italiano, italiani che hanno imparato il tedesco e continuano anche a farsi visita. Per noi questo è molto importante”.
Aspetto evidenziato anche dal sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni. “La storia è fatta di corsi e ricorsi – ha detto – oggi si è ricucito uno strappo e questo è un aspetto storicamente rilevante che sottolineato”.
“Ma sottolinerei soprattutto il fatto che oggi si dà il segno di un’Europa solidale che interviene quando nei Paesi europei succede qualcosa che richiede l’aiuto di tutti”, ha aggiunto l’esponente di governo.
“La chiesa è il centro di una comunità, e quando una chiesa ricomincia a vivere quindi quando vi si pratica il culto di nuovo significa che la comunità ricomincia a vivere. Va sempre sottolineato che questo progetto è frutto di un impegno della Repubblica federale tedesca che è stato rispettato al millimetro nei tempi e nella sostanza”, ha poi detto la Buitoni parlando del cantiere che si è aperto il 4 maggio 2013 ed è stato riconsegnato il 22 marzo scorso.
“Con una grande collaborazione con le istituzioni, anche le nostre, e di questo penso che dobbiamo essere grati alla Germania perché significa che ha condiviso con noi la tragedia di quello che è stato il terremoto dell’Aquila e di quello che c’è intorno all’Aquila di cui si parla molto meno, vedi Onna”.
Il sindaco Massimo Cialente ha brevemente fatto il punto sulla ricostruzione del paese: “A Onna sono partiti i primi due aggregati, contiamo molto che si diano da fare anche i progettisti”.
“L’assessore Pietro Di Stefano è depresso – ha scherzato il sindaco – non perché deve sopportare me ma perché abbiamo i soldi e i progetti non arrivano, quando chiediamo le integrazioni impiegano molto ad arrivare”.
“Nell’anno della Misericordia l’intervento della Germania è un intervento misericordioso, quando si usa la misericordia si ottengono cose belle”, ha commentato il giornalista Giustino Parisse, che sotto le macerie ha perso i due figli e il padre, visibilmente commosso insieme a tutta la comunità onnese. “Oggi c’è un piccolo concentrato di storia europea, la strage nazista del ’44, il terremoto del 2009, l’intervento della Germania”, ha aggiunto.
Presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia Antonio De Crescentiis, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, l’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, il segretario regionale del Mibact Berardino Di Vincenzo, la soprintendente unica per L’Aquila e il cratere Alessandra Vittorini, il nunzio apostolico ed esperto di architettura monsignor Orlando Antonini, con il suo stretto collaboratore, il medico Gabriele De Cata.
I lavori di restauro hanno proceduto su due fronti: il primo ha interessato le strutture della casa canonica e della sagrestia, che sono state smontate e ricostruite ex novo; l’altro, invece, ha interessato la chiesa e l’adiacente congrega, per le quali è stato realizzato un attento consolidamento e restauro, perché si è in presenza degli elementi di pregio dell’edificio.
Particolarmente delicato l’intervento che ha riguardato l’abside ed il campanile, quasi completamente crollati, ricostruiti con muratura in pietra listata, riproponendo le forme precedenti ai crolli dovuti al sisma. Così anche per la facciata principale della chiesa, in muratura in pietra sbozzata con un paramento esterno in pietra squadrata, si è proceduto con la ricostruzione della parte superiore crollata sul lato destro, riutilizzando le pietre del paramento originario.
Nel restauro della chiesa di San Pietro Apostolo a Onna (L’Aquila), inaugurata oggi, se si confrontano le immagini del prima e del dopo è possibile notare la scomparsa di una finestra a lunettone posizionata nel corpo aggiunto a destra dell’edificio principale.
La finestra è stata aperta a fine Ottocento per dar luce a quella che era utilizzata come Cappella della Congrega.
“Fino a qualche decennio prima del terremoto del 2009 la facciata di questa Congrega, poi unita alla chiesa, era intonacata e il lunettone coperto”, precisa ad AbruzzoWeb monsignor Orlando Antonini che nel suo libro Chiese extra moenia del comune dell’Aquila prima e dopo il sisma descrive la struttura della chiesetta di Onna, “Poi la parete è stata rasata dell’intonaco e il lunettone era apparso, comunque tamponato”.
“Nel recente restauro è stato eliminato per riportare la parete allo stato intonacato di prima e anche per non alleggerire, per motivi di sicurezza, la parete medesima”, conclude. Eleonora Marchini



