L’AQUILA – “Vogliamo che L’Aquila diventi la prima città italiana all’avanguardia nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Crediamo fortemente in una ricostruzione che consideri i disabili alla pari con gli altri”.

Questo il desiderio di Augusto Giorgetti, responsabile politiche socio sanitarie del Centro servizi interdisciplinare (Csin Onlus) con delega al sociale e alla sanità.

“Sono convinto – dice Giorgetti ad AbruzzoWeb – che una città meravigliosa come L’Aquila possa diventare un simbolo di rinascita non soltanto materiale, ma anche culturale, per l’Italia intera. Ricostruire un luogo così ricco di storia e di architettura tenendo conto dei disabili, considerandoli cioè parte integrante della vita di una città, darebbe una spinta propulsiva a tutto il sistema italiano”.

Giorgetti, che ha ricoperto diversi ruoli anche con l’Italia dei valori, crede fortemente alla lotta politica per salvare e cambiare le sorti dei servizi sociali italiani.

“I programmi del Csin guardano proprio a questo – spiega – in una sinergia con la lega nazionale dei disabili che ci appoggia. Puntiamo molto, ad esempio, al miglioramento della tecnologia negli ospedali, ma per avere servizi pubblici all’altezza bisogna prima salvare la sanità italiana”.

Il 54enne originario di Fossombrone (Pesaro-Urbino), tra l’altro, dichiara di “appoggiare ideologicamente l’avvocato Luca Di Carlo, meglio conosciuto come ‘sexy-avvocato’, il quale pochi giorni fa ha annunciato di essere al lavoro per realizzare un film hard all’Aquila sugli scandali della politica italiana visti attraverso la tragedia del terremoto aquilano del 6 aprile 2009.

“Di Carlo è un ottimo avvocato – commenta Giorgetti –  ma è anche una persona che punta molto sul sociale ed è sempre impegnato in attività che mirano al miglioramento di tutto quello che riguarda le condizioni dei disabili, delle persone in difficoltà, insomma di chi rischia di finire sempre più ai margini della società. Ecco perché gli abbiamo conferito, con il Csin la presidenza nazionale dei diritti del malato e dei diritti umani. Sappiamo di avere a che fare con una persona molto valida e conosciuta”.

“Da buon provocatore – continua – da personaggio di talento, Di Carlo sa come fare per attirare l’attenzione sui temi a noi più cari. Non deve stupire la scelta di girare un film hard all’Aquila. Lui afferma, e io sono d’accordo con lui, che in Italia ci sia bisogno di una rivoluzione culturale. Non deve scandalizzare un film hard, ma ciò che viene raccontato e che corrisponde, purtroppo, a verità”.

“Nel frattempo – conclude Giorgetti – lavoro nella mia Fossombrone per far sì che anche da questa piccola realtà marchigiana parta una bella rivoluzione culturale. Mi piacerebbe formare un grande movimento popolare che abbia al centro dell’attività politica la salvaguardia e il miglioramento del settore socio-sanitario italiano. Oggi un disabile o una persona con difficoltà economiche e quindi sociali vive malissimo, se l’Italia è un Paese civile deve garantire a queste persone una vita più che dignitosa. In particolare, qui in provincia i disabili vivono il dramma della chiusura dei tratti ferroviari con Pesaro-Urbino. Un comitato provinciale molto grande, che appoggio in pieno, si sta battendo per la riapertura”.