L’AQUILA – Anche per il crollo del palazzo in via generale Francesco Rossi, dove il 6 aprile 2009 ci furono 17 vittime, verrà messo in campo un super-perito.
Si tratta del professor Marco Locatelli, che riceverà l’incarico nell’udienza fissata il 14 giugno prossimo.
Lo ha stabilito stamane il giudice del Tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, al termine dell’udienza dibattimentale in cui è stato ascoltato uno dei periti della difesa, l’ingegnere e docente universitario Franco Braga.
L’esperto si è soffermato a chiarire l’aspetto chiave di questo filone d’inchiesta, quello relativo al contestato appesantimento del nuovo tetto sulla struttura.
Per il consulente di parte, la copertura in cemento armato non avrebbe appesantito la struttura che, al contrario, avrebbe riportato un alleggerimento di 30 tonnellate del carico totale, beneficio che sarebbe stato riscontrato anche in termini di stabilità dello stesso.
Dubbi sono stati infine sollevati dall’esperto sulla qualità del terreno che avrebbe amplificato l’onda tellurica.
Gli imputati del crollo della palazzina di via generale Francesco Rossi sono gli ingegneri aquilani Diego De Angelis, che fu direttore dei lavori e amministratore del condominio, e Davide De Angelis, collaudatore, oltre che del titolare dell’impresa che 12 anni fa fece i lavori Angelo Esposito.
Secondo le tesi del Pm, sulla scorta di una perizia redatta da quattro docenti, alla base della tragedia ci sarebbe stata la ristrutturazione del tetto che sarebbe stata appesantito ignorando le conseguenze che ci potevano essere sotto il profilo della tenuta sismica con i carichi maggiori.
Tra le altre contestazioni, nell’ambito dei reati di omicidio colposo, lesioni e disastro colposo, mancate misurazioni di adeguamento statico e omissioni riguardanti i collaudi.
Tutte colpe ritenute frutto di negligenze. Sulla scorta di questi assunti, ancora tutti da valutare, ci sono state delle enormi richieste di danni che riguardano vari profili.



