L’AQUILA – Nuove polemiche tra gli scienziati e sismologi dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e lo studioso di terremoto Giampaolo Giuliani (nella foto).
Secondo il capo dipartimento di Sismologia e tettonofisica all’Ingv Antonio Piersanti, quelle di Giuliani sono ” post-visioni e non previsioni”; Il fisico-sismologo è intervenuto in un convegno all’Aquila, sull’evoluzione della teoria sismica, tra previsione e prevenzione.
Già il 2 settembre scorso, intervistato proprio da Abruzzoweb, Piersanti non lesinò critiche nei confronti di Giuliani, secondo il quale il gas naturale chiamato radon è identificabile quale precursore sismico: secondo l’ex tecnico dei laboratori Infn Giuliani è possibile, attraverso le rilevazioni sulle variazioni del radon, prevedere un terremoto con un range di 6-24 ore.
“Di fatto – ha spiegato Piersanti – negli ultimi mesi, più che prevedere i terremoti, Giuliani ha messo degli annunci via Facebook solo a seguito del verificarsi di particolari eventi”. Piersanti ha fatto l’esempio della scossa di Ml 3.6 registrata il 4 luglio nel distretto sismico del Velino-Sirente.
“Il fenomeno – ha spiegato – è stato registrato intorno alle 13.30 ora italiana, ma solo in seguito la pagina Facebook di Giuliani ha riportato un avviso relativo alla pericolosità sismica”. Piersanti ha riportato esempi analoghi alla ripresa dello sciame sui Monti Reatini il 24 luglio e in occasione della forte scossa di terremoto (4.1) registrata il 28 agosto sulla parte sud dell’Umbria.
Nell’intervista di settembre Piersanti riportò gli stessi esempi, aggiungendo: “Non voglio assolutamente entrare in polemica con Giampaolo Giuliani ma non posso non fare alcune considerazioni sui suoi studi: quando si elabora una teoria scientifica, questa si propone immediatamente alla comunità scientifica (attraverso le pubblicazioni “peer reviewed”) che ha così la possibilità di analizzare a fondo le teorie proposte e può pronunciarsi nel merito. Giuliani non ha mai diffuso i suoi dati e i suoi documenti. Salvo poche eccezioni in Italia e nel resto del mondo, tutti sanno che il terremoto non può ancora essere previsto”.
“Giuliani ha scritto una nota – ha aggiunto nell’incontro promosso oggi all’Aquila – solo il giorno seguente, mentre quando l’8 ottobre ha provato a prevedere che il numero delle scosse sarebbe aumentato a partire dal giorno seguente, abbiamo rilevato che non era così: le scosse registrate nelle due giornate precedenti a sabato 9 ottobre (28) erano ben di più di quelle rilevate nei due giorni successivi (19)”.
Piersanti si è detto preoccupato in quanto “queste previsioni sono seguite da un bacino di migliaia di utenti e la sua pagina pubblica conta oltre 12 mila iscritti. Il rischio è che per seguire queste teorie – ha concluso – si trascuri la prevenzione delle scosse.
OGGI DUE SCOSSE, INGV ELABORA STUDIO: ”SCIAME SI SPOSTA VERSO OVEST”
L’AQUILA – Mentre la nottata nella zona dello sciame sismico è stata contrassegnata da alcune scosse piccole eppure percepite dalla popolazione, il terremoto è tornato a farsi sentire nell’Abruzzo centrale, nel distretto sismico “Valle dell’Aterno”.
La scossa, avvertita anche all’Aquila, c’è stata alle 6.52 con una magnitudo bassa, 2.1, a 8,4 chilometri di profondità. Alle 14:57, invece, un altro evento sismico di magnitudo 2 è stato registrato sempre nel distretto dei Monti Reatini.
Secondo le rilevazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), i Comuni più vicini all’epicentro sono Barisciano, Fossa, Ocre, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese e Villa Sant’Angelo.
LO STUDIO DELL’INGV
L’AQUILA – L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha pubblicato sul proprio sito Internet un aggiornamento dell’analisi dello sciame sismico del distretto dei Monti Reatini.
“L’area interessata dall’attuale sequenza – si legge nel documento – ricade nella zone a maggiore pericolosità del nostro paese e i comuni interessati sono classificati in zona 1 nella mappa di classificazione del territorio nazionale”.
“Dal 19 ottobre 2010 – si legge ancora nella nota – è ripresa l’attività sismica dei Monti Reatini. Quest’area, collocata al confine tra le regioni Lazio e Abruzzo (province di Rieti e L’Aquila), è interessata da un’attività che si prolunga da giugno 2009 con periodi più attivi intervallati da periodi con scarsa attività sismica”.
“L’attuale attività (19-22 ottobre) – prosegue l’analisi dell’Ingv – consiste di circa 240 terremoti dei quali 25 hanno magnitudo maggiore di 2.0 e due con magnitudo maggiore di 3.0. La scorsa più forte (Ml 3.3) è avvenuta il 20 ottobre. La distribuzione spaziale risulta differente rispetto ai periodi precedenti; infatti, l’area interessata solo in parte coincide con quella del periodo agosto-settembre 2010, poiché alcuni degli eventi, tra i quali i più forti, si posizionano a circa 5 chilometri.
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