L’AQUILA – “Invito la cittadinanza tutta a compattarsi, lunedì pomeriggio, nel trovare un’azione comune che elimini le evidenti discriminazioni di trattamento che stanno subendo la città dell’Aquila e il suo territorio, travolta ora anche dal ‘terremoto Fornero’”.

È quanto scrive in una nota il vice sindaco del Comune dell’Aquila, Roberto Riga  dopo la conferma da parte del governo che i contributi Inps e Inail sospesi a seguito del sisma vanno rimborsati al 100 per cento da parte delle aziende che non rientrano nel perimetro della zona franca o che non avranno accesso al de minimis, contributo che, comunque, sarà diminuito del pari importo da restituire.

“Non trovo le parole – scrive – per commentare quanto affermato da un ministro della Repubblica che, per quanto tecnico, ignorando che una legge dello Stato può essere modificata o abrogata solo da un’altra legge e non da circolari, dovrebbe conoscere le ripercussioni che discorsi illegittimi e scellerati hanno su un territorio già straziato dalla forza della natura”.

“Mi rendo conto – dice nella nota – che il governo sta facendo i salti mortali per risanare la terribile situazione finanziaria dello Stato; quello che non capisco è perché cerchi i soldi dove non ci sono, contravvenendo peraltro a una legge dello Stato. Con che faccia si chiede ai lavoratori autonomi di pagare quanto per legge non si deve pagare?”.

“Già è discutibile – sottolinea Riga – il fatto che la restituzione delle tasse, se pur al 40 per cento, sia iniziata appena tre anni dopo il sisma, in un momento in cui la crisi è ben lontana dall’essere agli sgoccioli. Ora ci si mette pure la restituzione integrale. Siamo alla farsa. Di fatto, siamo stati traditi nella fiducia; a seguito della legge sulla restituzione, infatti, si è verificata una condizione per la quale i cittadini ed i titolari di attività si sono comportati di conseguenza, visto che siamo in momenti in cui si deve misurare tutto e non si possono fare passi più lunghi della gamba”.

“È importante, allora – conclude – che ci sia tutta città, lunedì, al tendone di piazza Duomo. Dobbiamo dimostrarci compatti e decisi a che il governo rispetti la legge e non prenda posizioni che non gli competono adducendo scuse del tutto discutibili”.

TRASATTI (CGIL): “MINISTRO CHIEDE DI VIOLARE LA LEGGE”

“La prima cosa da chiedersi è se la Fornero può restare al suo posto. Ce lo chiediamo non per spirito polemico ma per un motivo molto preciso: come fa un ministro della Repubblica a occupare quel ruolo se è il primo a chiedere di violare una legge?”.

Lo scrive in una nota il segretario provinciale Cgil Umberto Trasatti.
                                    
“Ci riferiamo ovviamente – prosegue – alla vicenda della restituzione delle tasse e dei contributi, in particolare alla risposta che il ministro Fornero ha dato in Parlamento alla richiesta di spiegazioni dell’onorevole Lolli. Una risposta incredibile da parte di un ministro della Repubblica, che non solo dice di essere d’accordo a violare una legge che non va interpretata ma soltanto rispettata, ma aggiunge di essere stata parte attiva nella decisione presa dall’Inps e dall’Inail, una vera chiamata in corresponsabilità”.

“Che da parte della Cgil il giudizio sul ministro Fornero sia critico e molto negativo – spiega Trasatti – è cosa già nota (con le sue decisioni d’altra parte si qualifica come il ministro del non lavoro), mai però ci saremmo aspettati una scelta così mirata e diretta verso un territorio terremotato i cui cittadini sono alle prese con i problemi che conosciamo, le cui aziende rischiano la chiusura ed i cui lavoratori saranno chiamati a restituire la parte dei contributi che pensavano di non dover pagare. Un vero e proprio salasso”.

“Se parliamo di una scelta mirata e diretta verso un territorio è per un paio di motivi – si elgge ancora nella nota – Il ministro innanzitutto afferma che per l’Unione Europea si tratterebbe di un aiuto di stato e dice che la Ue potrebbe rivalersi (quindi pagare sarebbe un favore) e tuttavia l’Unione Europea per il momento ha chiesto soltanto informazioni e non ha attivato una procedura d’infrazione alla quale anche il governo italiano – come farebbe qualsiasi altro governo normale eletto dai cittadini – dovrebbe opporsi in ogni modo”.

“Ma è il secondo motivo quello che fa indignare di più – sottolinea il segretario provinciale –  L’Unione Europea chiede chiarimenti sulle agevolazioni riconosciute a vari territori colpiti dai terremoti negli ultimi decenni (l’Abruzzo ma anche l’Umbria, le Marche e il Molise) ma la ministra chiede indietro i soldi soltanto ai cittadini e alle aziende abruzzesi”.

“La Cgil – conclude Trasatti – da parte sua non si metterà a piangere, come ha fatto in una conferenza stampa la ministra Fornero, ma si batterà con energia perché questo scandalo e questa ingiustizia non  avvengano, dando il proprio apporto alle iniziative che le istituzioni locali e le forze sociali decideranno di mettere in campo. Restiamo anche in attesa di sapere cosa intendono fare il presidente Chiodi e la Giunta regionale”.

CNA: “SERVE UNIONE DI TUTTI”

“E’ inaccettabile che il ministro Fornero non riconosca all’Aquila le agevolazioni fiscali di cui hanno beneficiato tutte le regioni italiane colpite da terremoti. Contrasteremo con ogni mezzo l’applicazione delle misure prese dall’Inps e dall’Inail  e arriveremo anche alla massima protesta, se necessario”.

Agostino Del Re, direttore provinciale della CNA dell’Aquila promette battaglia e si dichiara pronto ad azioni importanti, dopo la conferma giunta dal Governo, della restituzione al 100% dei contributi Inps e Inail da parte delle imprese aquilane che non rientrano nella zona franca o che non avranno accesso al de minimis.

La notizia è arrivata nei giorni scorsi, durante il question time alla Camera dei deputati, a seguito di un’interrogazione dell’onorevole Giovanni Lolli, che ha invitato gli aquilani alla mobilitazione. “Lolli non può essere il solo riferimento per la nostra città. E’ necessario che tutta la politica, senza distinzione di colore, si unisca all’onorevole e agisca immediatamente – ha commentato Del Re – altrimenti dovrà rendere conto ai cittadini di tutto ciò che non ha fatto”.

“Il provvedimento tocca le imprese che hanno superato in eccedenza i 200 mila euro del “de minimis” – ha spiegato Del Re –  che dovrebbero quindi restituire tutto ciò che hanno avuto con l’abbattimento della legge del 60%, in quanto considerato come de minimis. Questo significherebbe mettere in ginocchio delle aziende già provate. Negli ultimi due anni, infatti, nell’aquilano c’è stato un decremento d’affari del 25% ad anno e il 2013 non promette nulla di buono – ha ammonito il direttore della Cna – dobbiamo impedire con ogni mezzo che si verifichi un esodo delle imprese che hanno riaperto o che si sono rilocalizzate”.

“Dobbiamo difenderci da una logica di trattamento del governo iniqua, che ci vede trattati diversamente dalle altre regioni terremotate – ha spiegato Del Re – chiediamo che nulla venga cambiato rispetto a quello che è già attuato perchè il discorso dell’abbattimento delle tasse non è un aiuto, ma un riconoscimento dei danni subiti dal sisma. Gli aiuti saranno quelli che, spero, arriveranno per far ripartire l’economia”.

“La CNA sarà in prima linea – conclude – per garantire un futuro al territorio e alle imprese, anche con azioni forti, se necessario. Invito tutte le associazioni di categoria, quelle dei lavoratori, dei datori di lavoro e le istituzioni ad unirsi per scongiurare il pericolo della morte del tessuto economico e sociale di questa città”.