L’AQUILA – “La strategia emergenziale è stata decisa dal governo Berlusconi, d’altra parte l’alternativa al progetto C.a.s.e., le cosiddette new town, sarebbe stata quella di costruire Map (moduli abitativi provvisori) e container. Ma stare nei container per cinque anni sarebbe stato ancora più duro”.
L’ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando la posizione di Michael Kimmelman, giornalista e massimo esperto d’arte del New York Times che ha visitato varie volte L’Aquila dopo il sisma.
Kimmelman in un articolo critica il modello utilizzato all’Aquila per l’emergenza post terremoto.
“L’alternativa con 4.500 Map avrebbe richiesto l’utilizzo di ancora maggiore territorio”, ha proseguito Cialente, difendendo quindi la scelta dell’ex premier Berlusconi.
Il sindaco ha colto l’occasione per accusare invece l’ex commissario per la Ricostruzione, nonché attuale presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e l’ex capo della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.
“Il problema non è il progetto C.a.s.e. – conclude – ma l’eccessivo tempo perso, il che ha fatto dilatare i tempi di ricostruzione e rientro a casa, a causa del commissario Chiodi e del capo struttura Fontana, incapaci di far andare con speditezza le procedure sostenute dal piano di Berlusconi”.



