TERAMO – I “furbetti” del terremoto finiti nel registro degli indagati ormai sono arrivati a più di trenta. Per quattro di loro, i primi iscritti, la Procura teramana ha chiesto il processo con una richiesta di rinvia a giudizio per truffa aggravata che ora passerà all’esame del gup.
L’accusa ipotizzata a loro carico è quella di aver percepito indebitamente i soldi dell’autonoma sistemazione dopo aver presentato false attestazioni. In sintesi, come spiegato dal Centro, avrebbero continuato a vivere nelle case dichiarate inagibili percependo allo stesso tempo i soldi.
Il contributo di autonoma sistemazione, il Cas, è una misura destinata alle famiglie e al singolo cittadino la cui abitazione si trova in area in cui è vietato l’accesso (zona rossa), oppure è stata distrutta in tutto o in parte, o è stata sgomberata in seguito alle scosse. Il contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili.
Le inchieste, conseguenza di esposti e accertamenti delle polizie municipali, sono coordinate dal pool di magistrati che il procuratore Antonio Guerriero ha messo a capo di tutto quello che riguarda il terremoto (ne fanno parte i pm Davide Rosati, Luca Sciarretta, Andrea De Feis, Stefano Giovagnoni).
Su questo fronte i fascicoli d’indagine sono destinati a crescere visto anche i numeri degli sfollati. Intanto nei tempi di una ricostruzione sempre più lenta e difficile, i “furbetti” dell’autonoma sistemazione aumentano e le inchieste si allargano toccando, oltre al capoluogo, anche altri centri danneggiati dal sisma come Montorio e Isola del Gran Sasso.
Da un anno a questo parte gli sgomberi nel capoluogo hanno prodotto una schiera di più di 5mila sfollati tra cui oltre mille famiglie che usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione per un importo mensile complessivo di 712mila euro. La chiave di volta investigativa è un metodo ormai collaudato dal sisma dell’Aquila: l’incrocio dei dati che consente di capire se il contributo di autonoma sistemazione debba essere percepito.
A Teramo, su questo fronte, è intensa l’attività della polizia municipale che finora ha segnalato all’autorità giudiziaria i componenti di dieci famiglie e al momento ha in corso controlli che riguardano altri 70 nuclei sospettati di percepire indebitamente il Cas.



