L’AQUILA – Dopo la notizia dell’obbligo di rimborso per intero dei contributi previdenziali Inps e Inail, una nuova mazzata si sta per abbattere sui cittadini del cratere relativa alle bollette di luce e gas.
Non si contano più, ormai, le cattive notizie per le popolazioni colpite dal terremoto: secondo quanto appreso, nei due nuovi decreti firmati dal presidente del Consiglio, Mario Monti, non sarebbero previste proroghe per le agevolazioni tariffarie stabilite con l’ordinanza 3782 del giugno 2009.
Il provvedimento stabiliva uno sconto sui consumi per tre anni, in seguito definito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas con una delibera del 1° dicembre 2009 e fissato tra il 15 e il 25 per cento di media a seconda dei gestori.
Con due distinte richieste l’ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, aveva sollecitato senza successo il rinnovo degli sgravi nell’aprile e nell’agosto di quest’anno.
Con la fine dell’emergenza la palla è passata al governo che non ha ritenuto utile reiterare le agevolazioni in uno degli articoli contenuti negli attesi decreti di accompagnamento alla gestione ordinaria della ricostruzione.
Nel frattempo le aziende interessate hanno continuato ad applicare le tariffe ridotte anche oltre la scadenza naturale dell’aprile 2012.
Attualmente, quindi, il rischio è duplice: il primo è che a breve si tornerà a pagare per intero le utenze, il secondo è che, in aggiunta, dovranno essere rimborsate pure le quote non versate da aprile a oggi.
Della cosa è stato investito il direttore del dipartimento per lo Sviluppo delle economie territoriali, Aldo Mancurti, aiutante in campo del ministro per la Coesione Fabrizio Barca nelle questioni dell’Aquila e del cratere, e fresco di nomina come responsabile della fase di transizione in attesa della costituzione degli uffici previsti dalla legge sul terremoto, che sembra aver assicurato il suo interessamento.
Per il momento, però, della cosa non c’è traccia ufficiale e lo spettro di un nuovo salasso è all’orizzonte.



