L’AQUILA – Un posto in prima fila per Silvio Berlusconi ai funerali delle 309 vittime del terremoto dell’Aquila.
Spunta anche questo dettaglio logistico tra le preoccupazioni che il 9 aprile 2009, a soli tre giorni dal terremoto, aveva l’ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso.
Il canale è lo stesso che ha fatto uscire la telefonata sulla riunione “mediatica” della commissione Grandi rischi da tenere all’Aquila, Repubblica.it.
Tra le intercettazioni a Bertolaso spulciate dal quotidiano romano c’è una telefonata tra l’allora capo dipartimento e l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, braccio destro del Cav.
Letta che mostra di essere preoccupato per la questione di protocollo. “Se viene il capo dello Stato viene Schifani, Fini e il presidente della Corte costituzionale. Berlusconi diventa il quinto, il sesto…”.
“No! – replica Bertolaso – Ti stavo per chiamare per dirti che non è affatto detto. Non sono funerali di Stato, sono funerali solenni”, quindi, senza l’ordine protocollare delle cariche, sottintende.
“Siccome Schifani ha già programmato di venire sabato e Fini domenica – aggiunge Bertolaso – bisogna fargli capire che devono venire uno sabato e l’altro domenica. Se facciamo capire ai presidenti di Camera e Senato che è bene che mantengano gli impegni che hanno, dovrebbero riuscire a farlo, no?”.
Questa la rapida soluzione proposta dal capo dipartimento che pare convincere Letta. “Fammi lavorare, non voglio darti quest’altra rottura”, conclude Bertolaso.
Alla fine i presidenti delle due Camere vennero entrambi nello stesso giorno e mentre Berlusconi si posizionò da tutt’altra parte, in mezzo ai familiari delle vittime.
“Un colpo di teatro in mezzo a una vera tragedia”, chiosa Repubblica. (alb.or.)



