L’AQUILA – “Qui non è questione di renzismo o antirenzismo, ma di avere un centrosinistra che accetti di riconsiderare le politiche di questi tre anni e cambiare registro. All’Aquila sono sempre venuto e sono anche emozionato di esser qui, perché qui c’è una roba seria. Sono arcicontento di poter sostenere un candidato unitario del centrosinistra, perché so che qui ci sono determinate condizioni, si sono fatte le primarie, ci si è confrontati. C’è un’eredità di un’amministrazione, in mezzo a diecimila problemi, che però ha retto senza sporcarsi in una situazione non semplice”.
Così Pierluigi Bersani, all’Aquila per sostenere la lista Articolo Uno-Movimento democratici e progressisti e il candidato sindaco del centrosinistra Americo Di Benedetto, renziano della prima ora.
“Se per L’Aquila hanno fatto più i governi di centrodestra o di centrosinistra? Il centrodestra sbagliò al primo passo – ha detto senza esitazione – Ad Amatrice è peggio? No, per l’amor di Dio! – ha aggiunto – Qui bisogna sapere che il primo fronte dell’emergenza è sempre molto difficile, però bisogna aver chiaro cosa vuoi fare dall’emergenza alla ricostruzione, e abbiamo imparato che prima le scuole, secondo le fabbriche, terzo le case, quarto le strutture culturali e pubbliche. Per tenere assieme una comunità, perché non si disperda”.
“All’Aquila non si è cominciato così. Credo che ora abbia rimontato, mi auguro che tutte le gru che si vedono diano luogo a riconsegnare all’Italia, che nel frattempo ha molto amato L’Aquila, la bellezza e le funzioni fondamentali di questa città. Nella prospettiva ne verrà una cosa straordinaria, perché secondo me L’Aquila è entrata in vena agli italiani”.
“Tanta gente ci guarda con attenzione – ha proseguito parlando del neonato movimento frutto della scissione a sinistra del Pd – tutta gente che si riconosce in un’idea di centrosinistra. Un centrosinistra dove la parola sinistra abbia un senso, che tiri su le sue bandiere. Abbiamo molte possibilità di far vivere questa idea, ci piace quando riusciamo a farla vivere dentro a un’intesa con tutte le forze di centrosinistra, come è possibile in tante parti, in Abruzzo e all’Aquila. È molto bello riuscire ad avere una convergenza tra tutte le forze, non è così in tante altre parti e dove si pensa che il centrosinistra si riassuma nel Pd e il Pd si riassuma nel capo”.
“Funzionasse l’idea che il centrosinistra si riassume nel Pd e il Pd nel capo, sarei contento – ha aggiunto l’ex segretario – e mi riposerei. Siccome però c’è qualche milionata di persone della nostra gente che non la pensa così e che può rifluire nell’astensione o in voti buttati via, il nostro dovere è andarli a riprendere e offrire una prospettiva”.




