L’AQUILA – Con un appassionato intervento questa mattina il presidente degli avvocati dell’Aquila, Antonello Carbonara, ha tenuto banco al trentesimo congresso nazionale forense, che sta riunendo oltre 2 mila avvocati.

Il legale ha ricordato che la categoria ha ricevuto per il terremoto del 6 aprile 2009 un contributo di circa 6,5 milioni dalla Cassa di previdenza e assistenza forense (oltre 156 mila iscritti), la quale secondo regolamento può concedere agli iscritti integrazioni al reddito in caso di calamità che costringano a sospendere la professione.

Ma, ha obiettato Carbonara, queste somme saranno a tutti gli effetti sottoposte a normale prelievo fiscale. “E parliamo di diritti umani? – si è chiesto ironicamente – La città è in ginocchio e nessuno vuole capire”.

Sabato sera gli avvocati abruzzesi, che presenteranno una specifica mozione, si asterranno dal partecipare alla cena finale di gala come forma di protesta.

A Carbonara ha replicato il presidente della Cassa, Marco Ubertini, affermando che l’impegno è stato pronto e significativo, ma che il regolamento non consente eccezioni, rispetto a teoriche agevolazioni fiscali.

“È uno dei temi che porremo al ministro Alfano”, ha concluso.