L’AQUILA – “La colpa è vostra. Lo Stato sociale ha fallito, o forse non c’è mai stato e L’Aquila ha avuto la sfortuna di verificarlo”.

È uno dei passaggi della nota polemica dell’Arcigay Massimo Consoli dell’Aquila dal titolo “La colpa è vostra” inviata in occasione del quarto anniversario del terremoto.

La nota è firmata dal presidente dell’Arcigay Carla Liberatore e dal segretario Leonardo Dongiovanni.

IL TESTO INTEGRALE

Ci avete tolto tutto, la libertà di esprimerci, di sperare nelle istituzioni, di modellarci un futuro, avete in egual misura fatto sì che in una delle città più militarizzate d’Italia venisse vandalizzato il monumento “ad perpetuam rei memoriam” di fronte alla Casa dello studente, che con le sue radici simboleggiava la morte e l’agognata rinascita, ciò che è stato e ciò che dovrebbe essere (ma non è). La colpa è vostra.

Più di 50 cittadini aquilani e italiani a quattro anni dalla catastrofe alloggiano ancora nella parte meno manutenzionata della caserma della Guardia di Finanza, abbandonati a loro stessi, e sono uomini, donne, anziani e bambini, ma soprattutto esseri umani che per tornare in quella che chiamano “casa” devono superare ogni sera un posto di blocco, alla stregua di soldatini.

La colpa è vostra. Ricordiamo 308 vittime, che con più lungimiranza, pragmatismo e meno giochi delle parti, potevano essere ancora tra noi; Ognuno di noi avrebbe potuto essere un morto in più o forse uno di loro, noi che non solo ci troviamo a piangere la nostra identità storica, ma anche il frutto della vostra incapacità omicida. La colpa è vostra.

Questa non è opera del sisma che scuote la terra, ma di quello sociale che distrugge le menti: quelle vostre: politicanti in preda ai “giochi delle parti” con le vostre anfore di veleno riversato nella testa di chi vive alienato e non può scegliere fuggire via da questo inferno cittadino.
In quattro anni sono aumentati i TSO, la depressione dilagante ha sovraffollato il CIM e gli studi dei medici o sedicenti tali. La vendita ed il consumo di psicofarmaci sono alle stelle: siamo un sanatorio su scala cittadina.

La criminalità è aumentata, nonostante il gran numero di forze dell’ordine “spalmate” sulla città.

La disoccupazione, le promesse ai piccoli imprenditori, le attività che hanno aperto i battenti per richiuderli il giorno dopo non si contano.
Queste non sono dietrologie, sono dati.
La colpa è vostra.

Le ultime notizie riportano l’inverosimile e via, ancora bugie, sia mai che la città vada svuotandosi.