L’AQUILA – In occasione della chiusura dei lavori del corso seminariale ‘Il terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila: dalla diagnosi dei dissesti alla progettazione degli interventi sull’edilizia storica’ è stata prestentata oggi pomeriggio la nuova rivista ’Recuperare & condividere’, quaderni di beni culturali edita dall’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi.
I partecipanti al corso hanno visitato il cantiere di restauro della chiesa di San Biagio d’Amiternum nella quale è stato scoperto un affresco di fine Trecento di una Madonna sul trono con Bambino.
La chiesa di San Biagio sarà di nuovo consacrata il prossimo 21 luglio 2012, visto che quel lontano 21 luglio 1998 fu consacrata come cappella universitaria, dopo un lungo periodo che l’edificio religiso veniva utilizzato solo come locale per mostre.
È stata anche l’occasione per una piccola apertura momentanea della cattedrale di San Massimo messa in sicurezza 4 mesi fa, mentre la scorsa settimana si è concluso il lavoro di selezione delle macerie. Il costo del puntellamento è stato di oltre un milione di euro, mentre per il restauro ci vorrano 12-13 milioni di euro.
La cattedrale rimmarrà aperta tutta la navata centrale fino al transetto.
Il vice commissario della tutela ai beni culturali Luciano Marchetti ha dichiarato che “occorrebbero 120 mila euro per smontare l’organo e 600 mila euro per una copertura della parte crollata, ma non ci sono le risorse finanziare per realizzare questi lavori”.
Visto che di fronte alla cattedrale è parzialmente aperta la chiesa del Suffragio, la diocesi ha deciso di non aprire al culto San Massimo, ma di utilizzarla, per ora, per gli eventi che potranno servire anche a trovare nuovi fondi.
La prima dovrebbe essere per agosto curata dal club Soroptimist intenational.
Oggi pomeriggio sono stati presenti l’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari, il vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole, Fabrizio Magani, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Donato Carlea, provveditore interregionale alle Opere Pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, Luca Maggi, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo.
“Questo corso di formazione indirizzato a chi poi dovrà operare su questo territorio – ha detto il vice commissario per la tutela del Patrimonio Culturale danneggiato dal sisma, Luciano Marchetti – è il completamento di un’attività didattica e l’inizio nel far vedere come si può cominciare a ricostruire l’Aquila. La Chiesa di San Biagio d’Amiternum è la prima chiesa che ha visto la partenza definitiva del restauro, partirà tra poco San Giuseppe dei Minimi e prima o poi il Duomo”.
“Abbiamo un finanziamento che riguarda 42 chiese – ha continuato Marchetti – per 15 milioni di euro circa e per il prossimo mese dovremmo avere il completamente delle progettazioni. Diciamo che nel giro di un anno le altre 42 chiese che sono nel decreto 24 potranno essere riaperte. Fino a oggi abbiamo riaperto nel territorio aquilano circa 120 chiese e con queste arriveremo a 160. Siamo lontani dalla fine del lavoro, circa 800 chiese chiuse”.
“Qui nella chiesa di San Biagio d’Amiternum – ha aggiunto il direttore abruzzese per i Beni Culturali d’Abruzzo, Fabrizio Magani – abbiamo scoperto un affresco quattrocentesco di una Madonna con bambino e credo quindi che ci siano tutti gli auspici per continuare questo lavoro importante”.
L’arcivescovo Molinari è amareggiato per il fatto che non ci siano i soldi per la copertura del tetto crollato della cattedrale, ma ha spiegato: ”Prima le case e poi le chiese, questa è la mia idea”.
Lei crede che gli aquilani sentano la mancanza delle chiese? ”Sì – ha risposto – e tanto. Come testimonianza vi racconto quello che mi ha detto un contadino, monsignore ma quando vengono i turisti che gli facciamo vedere le case e non le chiese? Comunque le chiese sono importanti anche perché sono un punto di riferimento non solo dei fedeli”. (s.cas.)





