L’AQUILA – Zaino in spalla, si va nel modulo provvisorio.
Cinque anni sono tanti, ci sono bambini che non hanno mai provato la sensazione di sedersi in un’aula circondata da pareti di cemento, in una scuola “vera”.
L’anniversario del terremoto del 6 aprile 2009 serve anche a tracciare bilanci: la situazione dell’edilizia scolastica aquilana non è certamente tra le più rosee.
Nel capoluogo e negli altri comuni colpiti dal terremoto, la maggior parte degli studenti, circa 6.000 bambini e adolescenti, è ospitata in 31 Moduli ad uso scolastico provvisorio (Musp), edifici prefabbricati allestiti per tamponare l’emergenza e che invece, ad oggi, sono quotidianamente occupati da studenti e insegnanti.
”Sconcerta rilevare come in seguito al tragico terremoto del 2009, sia ancora forte il disagio per migliaia di bambini e famiglie ”, ha commentato Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia-Europa Save the Children Italia, una delle organizzazioni che hanno operato nel capoluogo all’indomani del sisma allestendo 4 aree a misura di bambino nelle tendopoli e successivamente con attività nelle scuole per il sostegno ai minori nella fase post-emergenza.
Per costruire i moduli sono stati spesi 32 milioni di euro, distribuiti a 52 imprese appaltatrici, e 154 ditte subappaltatrici. Tanti soldi ci vogliono anche per mantenerli: lo scorso anno il Comune dell’Aquila ha sborsato 444 mila e 750 euro per interventi di manutenzione.
Ma gli aquilani sono stanchi di portare i loro figli nei contenitori di plastica, e qualcosa sembra muoversi.
La Provincia dell’Aquila circa due settimane fa ha scritto al premier Matteo Renzi chiedendo i 12 milioni e 844 mila euro necessari alla ricostruzione di due scuole, l’I.T.A.S. (il progetto preliminare è stato approvato nel dicembre 2011, per 7milioni e 404mila euro) e dell’I.P.S.I.A.S.A.R. (con progetto approvato nel dicembre 2011, per 5milioni e 440mila euro).
C’è poi la lotta quotidiana della commissione “Oltre il Musp”, costituita da cittadini e cittadine che si battono perla ricostruzione del Polo Scolastico di Sassa. Silvia Frezza, insegnante da cinque anni con i suoi alunni delle primarie in un Musp, il 2 aprile ha incontrato, insieme ad altri esponenti della commissione, l’assessore comunale Alfredo Moroni e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, per fare il punto della situazione riguardo la costruzione del nuovo edificio.
“La richiesta del terreno alla Provincia – spiega – deliberata all’unanimità dei presenti dal Consiglio comunale del maggio dello scorso anno scolastico non è stata ancora inoltrata, ma l’assessore Moroni ci ha garantito che entro la prossima settimana avremo il protocollo della stessa – spiega – Del Corvo si è di nuovo dimostrato più che disponibile a cedere il terreno individuato dalla commissione e a firmare quindi subito l’intesa. L’assessore ci ha di nuovo assicurato che sono stati stanziati circa 8 milioni di euro per la nostra scuola!”.
Alle insegnanti e ai cittadini è stato assicurato che non appena sarà definita la questione-terreno inizierà immediatamente la stesura del progetto.
“Insomma – conclude – ci hanno garantito che se la burocrazia non remerà contro, al massimo entro 10/12 mesi avremo una ruspa su quel terreno e finalmente potremo parlare con i nostri bambini e le nostre bambine di una scuola vera”.



