L’AQUILA – Per chi lo ha vissuto poco più di quattro anni fa non è stato affatto piacevole.

Molto aquilani sulle coste abruzzese e marchigiana in cerca di sole e riposo hanno passato una nottata che ha riaperto la vecchia ferita e riportato a galla la paura del terremoto.

La scossa 4.9 della scala Richter delle 3.32 con epicentro nei pressi di Numana, in provincia di Ancona, ha insomma fatto male ai nervi di chi un sisma addirittura più cattivo (5.8, stessa scala) ha dovuto subirlo alle 3.32, stessa ora, del 6 aprile del 2009.

Testimonianze immediatamente sui social network, qualcuno come il professor Walter Cavalieri che sceglie di dormire in macchina, altri che dall’Aquila vogliono sapere se ci sono stati danni, se gli amici stanno bene, se la scossa non sia riconducibile a un inizio di sciame sismico o altre diavolerie che fanno spavento.

Crocana e solidarietà da web, per fortuna nessuno si è fatto male.

Qualche ora in auto, di notte, in riva al mare, per ingoiare pure questa.

“Terry”, come lo chiamano quelli che l’hanno sentito all’Aquila quattro anni fa, stavolta s’è fatto gli affaracci suoi.