L’AQUILA – Ancora una volta sui campi di calcio si utilizza la parola “terremotati” per offendere un avversario dell’Aquila.
È grave quando è un giocatore adulto ad adoperare questo ’epiteto’, ma la parola risulta ancor più stonata quando viene utilizzata da un ragazzo di 16 anni.
Ieri pomeriggio a Rieti, alla fine della gara Lazio-L’Aquila, valida per il torneo ’Memorial Scopigno’ riservato alla categoria Allievi (Under 16), si è accesa una rissa tra i giocatori, sedata a fatica dagli organizzatori della competizione e dagli accompagnatori e allenatori di entrambe le squadre.
Un giovane calciatore laziale è stato espulso, ma invece di scendere negli spogliatori è rimato nei pressi del terreno di gioco ad aspettare il pari età aquilano ’colpevole’ di aver commesso precedentemente un brutto fallo. Mentre le compagini tornavano negli spogliatoi, il laziale ha affrontato il rossoblu per offenderlo apostrofandolo con ”terremotato”.
Dal battibecco si è passati alla zuffa tra i ’verdi’ atleti. Un brutto episodio che nello sport non dovrebbe mai accadere, soprattutto in quello giovanile, perchè il gioco non è solo agononismo, ma anche solidarietà e fratellanza.
“È vero che ci hanno detto terremotati – ha affermato il dirigente dell’Aquila Calcio Luciano Bafile subito dopo che era tornata la calma – ma smorziamo i toni, è stata una ragazzata”.
Per la cronaca, la Lazio ha sconfitto (2-1) L’Aquila Calcio.
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