L’AQUILA – “In Abruzzo la raccolta differenziata è arrivata alla soglia del 40 per cento e siamo in attesa della certificazione formale del dato. Ora si aprirà la fase di approfondimento per la valutazione di quali tecnologie di valorizzazione energetica possono essere per noi maggiormente sostenibili e compatibili”.

Ad annunciarlo è Mauro Di Dalmazio, assessore all’ambiente della Regione Abruzzo, che anticipa ad AbruzzoWeb cosa accadrà adesso che la regione ha raggiunto la percentuale minima di immondizia differenziata regionale, tale da permettere la termovalorizzazione.

“Il 40 per cento non si riferisce alla percentuale dei Comuni – spiega l’assessore – ma a quella della differenziata regionale. Considerato che quattro anni fa il dato era poco più del 20 per cento, il salto è evidente”.

Secondo le sue stime, grazie agli investimenti regionali programmati per oltre 25 milioni, per sostenere le raccolte porta a porta e gli impianti di raccolta, la percentuale dovrebbe fare un ulteriore considerevole balzo in avanti e portare l’Abruzzo tra le regioni più virtuose, in quanto “abbiamo performance di incremento tra le più alte in Italia per quanto riguarda raccolta e riciclo di carta e cartone e per il compostaggio della frazione organica”.

Ma nell’ambito della valorizzazione energetica, come fase del ciclo dei rifiuti non esiste solo la termovalorizzazione, “non esiste solo quella classicamente intesa ma l’ambito comprende molte tecnologie e viene affrontata dalla Regione in termini di pianificazione programmatoria generale”.

Saranno poi i soggetti attuatori territoriali e quelli della pianificazione ultima, a individuare i dettagli più stringenti.

Secondo l’assessore, quindi, “Non è la Regione che realizza l’impianto di valorizzazione energetica ma semplicemente rilascia l’autorizzazione all’ultimazione, se conforme alle programmazioni e a tutte le prescrizioni di legge”.

Era stato già lo stesso presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ad anticipare questa notizia il 22 maggio, a margine del convegno “Focus Ripresa: la sfida dell’Abruzzo” che si è svolto all’Università di Teramo.

“Oggi, la percentuale del 40 per cento sta per essere raggiunta se non addirittura superata – aveva spiegato – per cui siamo in contatto con il Cnr per individuare la tipologia più adatta per la valorizzazione energetica dei rifiuti, come accade oggi in Svezia, Norvegia e Germania, Paesi dove si è attentissimi all’ambiente”.

“Vogliamo essere come loro che, per il 50 per cento dei rifiuti utilizzano il riciclo e per l’altra metà la valorizzazione ambientale, e non come la Bulgaria”, aveva concluso. Sara Ciambotti