ROMA – L’Abruzzo boccia lo spostamento del Terminal bus da Tiburtina ad Anagnina a Roma e per comunicare al resto del Paese la propria contrarietà, il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, ha convocato una conferenza stampa, concordata insieme alla Regione Lazio, per lunedì 12 novembre, alle 11 proprio negli spazi del Terminal di Tiburtina.
Intanto proseguono le reazioni contrarie alla delibera della Giunta romana, guidata dal sindaco Virginia Raggi.
Il segretario del PD dell’Aquila, Stefano Albano, e il capogruppo in Consiglio comunale dello stesso partito, Stefano Palumbo, hanno chiesto al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e al presidente del Consiglio, Roberto Tinari, di convocare il Consiglio comunale in programma per lunedì 12 fuori la stazione di Tiburtina, in modo da permettere ai rappresentanti di poter protestare, come già accaduto negli anni del post-sisma, quando il Consiglio si è riunito fuori dal Parlamento in segno di protesta.
I consiglieri della provincia dell’Aquila Gianluca Alfonsi e Alfonsino Scamolla, hanno presentato questa mattina una mozione, oggetto del prossimo consiglio provinciale, che impegna il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, ad avversare la decisione.
Infatti, “il collegamento con il centro della città di Roma effettuato con i mezzi di trasporto urbani dalla stazione Anagnina è incomparabilmente più difficoltoso rispetto a quello attuale dalla stazione Tiburtina e che tale complicazione compromette le condizioni di lavoro e di studio e di attività di tutti gli utenti. La decisione Giunta Capitolina determina un gravissimo danno per l’autotrasporto civile e pendolare, pubblico e privato, di lavoratori, studenti, professionisti e operatori economici che quotidianamente si sviluppa tra l’Abruzzo e Roma Capitale”, si legge nella nota della Provincia.
Anche l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) Abruzzo esprime forte preoccupazione e contrarietà alla delibera della Giunta del Comune di Roma. In una nota, l’associazione annuncia che aderirà alla manifestazione del 12 novembre e chiede la rivalutazione e l’approfondimento della scelta del Comune di Roma alla luce degli enormi problemi che questa decisione determina nei confronti di una ampia fascia di lavoratori pendolari e dei cittadini abruzzesi.






