CARAMANICO . “La chiusura delle Terme di Caramanico rappresenta principalmente un danno per i pazienti affetti da patologie croniche ed invalidanti, soprattutto reumatologiche”,
Lo affermano Fiorella Padovani, Presidente Associazione Abruzzese Malati Reumatici e Silvia Tonolo, Presidente Associazione Nazionale Malati Reumatici.
LA NOTA COMPLETA
L’azione delle acque termali garantisce un rallentamento della degenerazione di queste patologie, un miglioramento della funzionalità motoria e un alleviamento del dolore. L’obiettivo è sempre più quello di prevenire la disabilità, continuano Padovani e Tonolo, per questo è fondamentale che si garantisca l’accesso alle prestazioni termali.
Rappresentano un valido aiuto anche in caso di Fibromialgia e sarebbe utile, pertanto, incentivare l’esecuzione di studi osservazionali nel tempo per vedere come trattamenti termali periodici possano influire positivamente sulla Fibromialgia – come già stanno facendo altre Regioni – anche al fine di garantire la rimborsabilità delle cure a questi pazienti, ad oggi non effettuata.
Sarebbe auspicabile che anche l’Abruzzo si impegnasse in tal senso anche come seguito concreto e fattivo alla legge regionale che abbiamo salutato con entusiasmo pochi mesi fa. In questi giorni stiamo ricevendo numerose telefonate da parte dei pazienti che si rivolgono a noi, presi dallo sconforto e dalla preoccupazione di dover rinunciare al proprio ciclo di cure o di doversi recare negli stabilimenti termali extra-regionali con l’aggravio di onerosi costi aggiuntivi. Siamo fiduciosi che gli organismi competenti svolgeranno il proprio compito per poter riaprire, il prima possibile, l’impianto termale che in questi anni ha apportato tanti benefici ad un grandissimo numero di persone di tutto l’Abruzzo ma non solo.
Per tutti questi motivi supportiamo l’azione della Regione Abruzzo per una riapertura imminente delle Terme di Caramanico.






