TERAMO – L’attività di spaccio si svolgeva tra Milano e Teramo, grazie al sodalizio criminale di italiani e albanesi, questi ultimi falsamente assunti dall’imprenditore aquilano, ‘perno’ dell’organizzazione, al fine di “regolarizzarli” per la permanenza in Italia.
L’uomo, Walter D’Alessandro, 43 anni, imprenditore aquilano impegnato anche nella ricostruzione post-sisma, è tuttora latitante e lo stanno cercando tutte le Forze di polizia a cui è stato diramata una foto segnaletica.
L’attività investigativa della squadra Mobile della Questura di Teramo, che ha portato a 8 arresti (di cui 5 ai domiciliari e 3 in carcere) e 13 denunce è stata avviata a marzo 2014, con il coordinamento della Direzione Distrettuale dell’Aquila.
Era articolata la rete di pusher locali che “spacciava” sulla costa della provincia teramana e pescarese, e che vantavano tra i consumatori anche imprenditori e personaggi della Teramo ‘bene’.
L’indagine ha portato alla luce anche vari reati connessi di cui gli associati si erano resi responsabili nel tempo: dall’estorsione, per aver costretto un assuntore che non era riuscito a pagare il debito per droga a cedere il proprio appartamento, al sequestro di persona per costringere a pagare chi si rifiutava.
Perno dell’organizzazione era l’aquilano, che “metteva” nel business mezzi e strumenti, comprese autovetture per il trasporto della droga da parte degli affiliati albanesi.
La prima attività d’indagine ha consentito ai poliziotti della squadra Mobile di arrestare 6 persone e sequestrare 1 chilo di cocaina e 3 chili di marijuana.
L’attività dell’imprenditore non era sfuggita neanche alla Guardia di Finanza dell’Aquila che nello stesso periodo aveva accertato false operazioni, evasioni fiscali, destinazione di beni e denaro verso persone compiacenti legati a D’Alessandro, che rimaneva il vero “gestore” degli stessi.
È stato così che il coordinamento tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza e le ulteriori attività di intercettazione degli agenti della Questura, hanno consentito di poter denunciare 21 persone per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.
Di questi, il gip del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella, accogliendo le richieste del sostituto procuratore David Mancini, ha emesso un’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere a carico di G. A., nato in Albania di 28 anni, D.G., nato in Albania, di 23 anni, A. M. G., nato in Romania di 30 anni. Disposti i domiciliari per D’Alessandro, P.M. nata a Teramo di 32 anni, I.L.M. nata in Romania di 31 anni, E.B., nato in Albania di 38 anni residente a Castellanza (Milano), D.B., nato in Albania di 38 anni residente a Busto Arsizio (Varese).
A seguito degli accertamenti patrimoniali il gip ha emesso anche un provvedimento di “sequestro preventivo” di 20 immobili, 10 autovetture di grossa cilindrata tra cui una Lamborghini Gallardo e un’ imbarcazione da diporto di particolare valore.
I provvedimenti restrittivi e le misure cautelari reali sono stati eseguiti dagli agenti della squadra Mobile, congiuntamente a Militari della Guardia di Finanza, nelle prime ore della mattinata odierna.




