TERAMO – Lo scontro più duro per la segreteria provinciale del Popolo della libertà avviene nel coordinamento che meno ti aspetti: quello di Teramo, “regno” del presidente della Regione, Gianni Chiodi, dove domenica prossima si celebrerà il congresso dei tesserati.
A confrontarsi saranno il segretario uscente, il senatore Paolo Tancredi, e il vice capogruppo pidiellino al Consiglio regionale, Emiliano Di Matteo.
Il primo incarna la continuità e gode dell’appoggio dell’establishment del partito che conta, a partire dallo stesso governatore dell’Abruzzo, il secondo rappresenta la voglia di cambiamento che proviene soprattutto dal territorio “minore” fatto di molti amministratori locali e giovani vogliosi di guadagnarsi spazio, se necessario anche sgomitando.
Tra questi ultimi sicuramente c’è l’assessore regionale Paolo Gatti, super votato alle elezioni del 2008 con le sue 10 mila preferenza, da alcuni ritenuto come il vero ispiratore della “fronda”.
Non ha avuto buon esito, dunque, l’incontro fatto i primi giorni dell’anno tra i maggiorenti del partito durante il quale si decise di rinviare la data dell’assemblea degli iscritti (quella teramana sarà l’ultima delle sei previste in regione) per tentare un’intesa nel nome della “pax chiodiana”, visto che il presidente aveva tutto l’interesse a mostrare un partito unito. E invece, non solo non se ne farà nulla, ma quello di Teramo rischia di diventare il congresso a più alto grado di conflittualità interna.
Quella teramana è una segreteria che, negli anni, ha piazzato ai vertici delle istituzioni decine di persone: solo in Regione, oltre a Chiodi, Gatti e Di Matteo, ci sono il capogruppo consiliare, Lanfranco Venturoni, gli assessori al Turismo Mauro Di Dalmazio (esterno) e ai Trasporti Giandonato Morra. A questi va aggiunto l’ex vice di Chiodi ai tempi della sua esperienza da sindaco di Teramo, Berardo Rabbuffo, eletto nel listino e poi transitato in Futuro e libertà.
Un en plein ripetuto anche a livello locale, con la conquista della Provincia di Teramo, grazie alla performance vincente di Valter Catarra, e la riconferma nelle amministrative del capoluogo, con l’elezione di Maurizio Brucchi.
Senza contare i due seggi guadagnati al Parlamento con Tancredi e la deputata Carla Castellani.
Tutta gente che oggi si ritrova sotto le insegne di Tancredi, così come i sindaci di Castilenti, Canzano, Castelli, Civitella del Tronto e Atri e qualche vecchia conoscenza della politica regionale, come l’ex consigliere dell’Unione di centro Claudio Di Bartolomeo o Marco Bacchion, già assessore, non eletto, all’Informatica della prima Giunta di Giovanni Pace in quota ai disciolti Cristiano democratici uniti di Rocco Buttiglione.
Dall’altro lato ci sono, invece, otto primi cittadini, di Sant’Egidio alla Vibrata, Tortoreto, Ancarano, Rocca Santa Maria, Cellino Attanasio, Corropoli e Torricella Sicura, Martinsicuro, più qualche vice sindaco. Tra i supporter della “linea verde” rappresentata da Gatti e Di Matteo, l’assessore al Comune di Teramo Piero Romanelli, per un periodo rappresentante all’Emiciclo di Alleanza nazionale.
Per alcuni il congresso segna la fine dell’epoca d’oro dell’unanimismo del Pdl teramano, abituato ai successi in serie in un territorio tradizionalmente più favorevole al centrosinistra, per altri è solo l’annuncio della guerra che si combatterà quando l’attuale legislatura regionale sarà conclusa e ci saranno molti pretendenti per pochi posti.
Stesso discorso per le politiche: se è quasi certo che la Castellani non si ricandiderà, sono in molti a voler fare il grande salto e già è partita la caccia ai seggi sicuri.
I più smaniosi hanno già dato il via ai viaggi della speranza a Roma per farsi garantire dai vari referenti nazionali un ruolo da protagonisti e seguono con trepidazione gli esiti dell’annunciata riforma del sistema elettorale che ha come obiettivo il dimagrimento del numero dei parlamentari.
Gli attori in campo, quindi, si stanno giocando una partita ben più ampia rispetto al semplice obiettivo della conquista della segreteria provinciale: la classe dirigente locale, cresciuta numericamente a dismisura in tempi di vacche grasse per il centrodestra, rischia un’impietosa selezione naturale e nessuno vuole rinunciare al proprio posto al sole.
GATTI: “VOGLIAMO UN PARTITO DIVERSO”
“Vogliamo un partito diverso, chiedevamo un rinnovamento concordato, non ci è stato concesso, adesso si va alla conta”.
Lo dice ad AbruzzoWeb Paolo Gatti, per molti il vero artefice della rottura all’interno del coordinamento che, però, sottolinea: “mi sono solo limitato a raccogliere una richiesta di rappresentanza del territorio”.
“Da due anni il Pdl teramano non si riunisce – aggiunge Gatti – c’era la necessità di una scossa, per questo abbiamo deciso di fare un lavoro di squadra con giovani e amministratori locali”.
MORRA: “ABBIAMO SEMPRE VINTO, PERCHÉ CAMBIARE?”
Di tutt’altro avviso Giandonato Morra, che fino a domenica sarà vice segretario provinciale: “questa dirigenza ha portato a casa risultati importanti, compresi quelli delle ultime amministrative, per quale motivo dovremmo cambiare assetto?”.
“Auspico un congresso di contenuti e non di semplice scontro di potere – prosegue – come sembra emergere da queste schermaglie congressuali”.
Morra conclude lapidario che “il Pdl è un partito in costruzione, dove ognuno ha la sua dignità ed è utile, ma senza per questo essere indispensabile”. (pi.bi.)
MOZIONE TANCREDI
Il vice indicato dalla mozione di Tancredi è Valeria Misticoni, consigliere comunale a Teramo, il capolista è Enrico Mazzarelli, consigliere provinciale e segretario generale della presidenza della Giunta regionale.
Quindi nel listino bloccato ci sono Gianluca Antelli, figlio di Camillo, direttore sanitario della Asl teramana, Michele Colleluori e Angela De Lauretis di Atri, Giorgio Di Giovangiacomo, assessore comunale a Teramo, Francesco Di Giuseppe, Luciana Di Marco, assessore di Silvi, Giovanni Di Pietro, Remo Eleuteri, Antonio Francioni, consigliere comunale di Campli, Daniele Laurenzi, vice sindaco Nereto, Gianni Mastrilli, Francesco Pavone, Elicio Romandini, assessore provinciale e Remo Saccomandi, consigliere ad Alba Adriatica.
MOZIONE DI MATTEO
In caso di vittoria, il numero due di Di Matteo sarà Alfredo Grotta, consigliere al Comune di Montorio, collaboratore e fedelissimo di Gatti.
Nella lista dei 15 ci sono Eva Guardiani, assessore provinciale di Teramo, Rudy Di Stefano e Franco Fracassa, rispettivamente assessore e consigliere al Comune di Teramo, il sindaco di Corropoli, Umberto D’Annuntiis, Marcello Capitani, vice coordinatore del Pdl di Cermignano, Alfredo Caccioni, consigliere comunale Teramo, Emidio Di Matteo, consigliere provinciale, Emidio Alfonsi, ex sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata, Daniele Palumbi, sindaco di Torricella Sicura, Enrico Marini, vice sindaco di Silvi, Caterina Longo, Alfonso Di Basilico, consigliere Atri, Sandro Sierri, consigliere Montefino, Emilio Bucci, assessore a Notaresco ed Emidio Degnitti, consigliere Penna Sant’Andrea.
LE FIRME DI TANCREDI
Giovanni Chiodi, Giandonato Morra, Mauro Di Dalmazio, Lanfranco Venturoni, Valter Catarra, Maurizio Brucchi, Enzo De Rosa, Gabriele Astolfi, Guerino Cilli, Gaetano Luca Ronchi, Francesco Di Marco, Stefano Mariano, Giuseppe Di Michele, Raimondo Micheli, Davide Calcedonio Di Giacinto, Ranato Rasicci, Adriano Di Battista, Mauro Martino, Carlo Di Cesare, Massimo Vagnoni, Claudio Posabella, Flaviano Montebello, Luca Corona, Massimo Tassoni, Mirella Marchese, Giacomo Agostinelli, Graziano Ciapanna, Angelo Puglia, Domenico Narcisi, Ezio Torelli, Francesco Ciarrocchi, Claudio Di Bartolomeo, Guido Campana, Alessia De Paulis, Marco Tancredi, Giuliano Gambacorta, Giorgio D’Ignazio, Bruno Cipollone, Camillo De Remigis, Pasquale Tiberii, Marco Pierangeli, Attilio Altitonante, Marco Bacchion, Carlo Ciapanna, Piermario Fagioli, Fabrizio Valloscura, Paolo Vasanella.
LE FIRME DI DI MATTEO
Paolo Gatti, Rando Angelini, Gino Monti, Angelo Panichi, Stefania Guerrieri, Nino Zaini, Luciano di Filippo, Roberto di Marco, Cristina Di Pietro, Piero Romanelli, Giovanni Battista Quintiliani, Antonella De Luca, Rita Ettorre, Antonello Savini, Gianni Assogna, Giuseppe Corradetti, Sandro Saccomandi, Magiste Trosini, Monica D’Orazio, Giuseppe di Stefano, Severino Serrani, Luca Frangioni, Daniele Caponi, Nino Orsetti, Daniele de Giorgis, Tobia Bordelletti, Giuseppe Bucciarelli, Gennaro Di Lorenzo, Lanfranco Cardinale, Maria Assunta Ferretti, Marco Muscella, Giandomenico Pinto, Maurizio Piersanti, Marco Di Nicola.






