TERAMO – Nessuno strappo con il passato ma l’aria che si respira è decisamente quella di una storia politica nuova.

Paolo Tancredi lancia il Nuovo centro destra nel Teramano e lo fa alla vigilia della grande convention nazionale che vede riuniti nella Capitale gli ‘alfaniani’ di tutt’Italia.

Un migliaio, 200 solo da Teramo, gli abruzzesi pronti a festeggiare insieme al vice premier la nascita del nuovo movimento che, sullo scacchiere della politica nazionale, può contare già sull’adesione di oltre mille amministratori, 90 consiglieri regionali e 60 parlamentari.

Ancora presto per fare la conta nel Teramano o parlare di liste in vista delle scadenze elettorali di primavera. Ma l’entusiasmo c’è e si sente: “Siamo impegnati a strutturarci sul territorio – spiega alla stampa il deputato in quella che fu la casa del Pdl provinciale e che da oggi ospiterà l’Ncd provinciale – del resto la linea dettata da Alfano è questa, un partito federale con un forte radicamento sui territori”.

Senza più la carica trainante del Cavaliere, insomma, si fa di necessità virtù e si lavora per far crescere le adesioni.

Presto, annuncia Tancredi, “nascerà un gruppo in Consiglio comunale, mentre in via Milli il Nuovo centro destra può già contare sui nomi del presidente della Provincia, Valter Catarra, dell’assessore Davide Di Giacinto, del presidente del Consiglio provinciale Mauro Martino, oltre a diversi consiglieri. Ma gli ‘aggiustamenti’ saranno molti di più nei prossimi mesi”.

“La nostra forza è una risorsa per tutto il centrodestra – taglia corto – che da qui in avanti dovrà riorganizzarsi e reinventare una proposta politica da presentare ai cittadini”.

E i primi test per valutare numeri e consenso del neonato movimento arriveranno subito, con le amministrative 2014. Nessun dubbio sull’appoggio agli ‘ex colleghi’ di partito rimasti al fianco di Berlusconi, dal governatore, Gianni Chiodi, al sindaco, Maurizio Brucchi, quest’ultimo non a caso presente in conferenza stampa per ribadire “l’appartenenza alla stessa famiglia del centrodestra”, che dunque potranno contare sugli uomini di Alfano per tentare la riconferma in Regione e Comune.

Ma Ncd è pronto a correre a fianco di Forza Italia in altri comuni come Giulianova o Silvi, quarto comune della provincia a votare con il doppio turno avendo superato la soglia dei 15 mila abitanti all’ultimo censimento.

Dal locale al nazionale la linea è la stessa: “Siamo nel centrodestra e continuiamo a pensare che Berlusconi sia stato il più grande innovatore degli ultimi vent’anni”. Ma lo strappo sul destino delle ‘larghe intese’ resta e anzi s’acuisce all’indomani della bocciatura del Porcellum da parte della Consulta.

“Se avessimo fatto cadere il governo – è il pensiero di Tancredi – si sarebbe creato un vuoto istituzionale senza precedenti per il Paese. E il centrodestra, senza Berlusconi decaduto, non avrebbe avuto un candidato presidente”.

Gli fa eco il neo capogruppo Ncd in Regione, Lanfranco Venturoni, che torna sulla sentenza della Costituzione e avanza dubbi sul sistema elettorale abruzzese. “Anche la nostra legge elettorale non prevede un limite minimo per il premio di maggioranza, come il Porcellum”, afferma, prima di commentare le scelte dei suoi: “Le nostre ragioni  si stanno motivando da sole in questi giorni. Siamo dentro una crisi economica pazzesca, con una conflittualità istituzionale altissima. Serve un governo che faccia riforme, riduca i costi della politica e torni a investire”.

Nessuno strappo nel centrodestra si diceva, eppure la stoccata finale ai ‘falchi’ forzisti non manca e arriva molto affilata: “Chi è rimasto con Berlusconi è chi non ha dalla sua i voti e ha paura di perdere il posto – attaccano all’unisono Tancredi e Venturoni – guardiamo l’Abruzzo, Razzi e Pelino erano con noi e sono ancora con noi nel centrodestra, ma cos’hanno fatto per il loro partito? Non hanno portato voti né consiglieri nelle amministrazioni. Insomma sono lì solo grazie a Berlusconi”.