TERAMO – La mostra “Cesare Averardi fuori dall’ombra”, promossa e voluta fortemente dal Comune di Teramo e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, rispettivamente nelle persone del Sindaco Maurizio Brucchi e del Direttore Regionale, Fabrizio Magani,  ha inteso celebrare un episodio di rara e ammirevole generosità  legata alla donazione alla Città di Teramo da parte dell’erede dell’artista, Giustino, di oltre centocinquanta opere. Una donazione importante, oltre che per l’intera città, perché ha consentito di riscrivere una pagina d’arte del tutto dimenticata.

Perciò la mostra, partita senza troppa enfasi e clamore pubblicitario, ha finito per ottenere un successo, anche di numeri (500 sono stati i visitatori da metà aprile) che testimonia ancora una volta l’interesse per l’arte abruzzese e teramana, a cavallo fra ‘800 e ‘900, il che ha persuaso della necessità di prorogare la mostra stessa sino al 30 giugno 2011 p.v. per consentire una più diffusa fruizione dell’evento anche in coincidenza, con l’approssimarsi  delle vacanze estive, con l’afflusso di un maggior numero di turisti.

A corollario vi è stata la presentazione del Catalogo della mostra con un bell’apparato iconografico delle opere donate alla Pinacoteca Civica e tre saggi della Soprintendente per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici dell’Abruzzo, dott.ssa Luciana Arbace, il critico d’arte, prof. Giovanni Corrieri e il Direttore dei Civici Musei, dott.ssa Paola Di Felice.

Una prima puntuale riflessione sull’arte di Cesare Averardi che l’auspicabile adesione da parte degli eredi Averardi Giammiro e Averardi Masini, costituirà un prezioso punto di partenza  nel percorso di valutazione critica dell’artista.

La presentazione del catalogo, fissata per martedì 28 Giugno 2011., alle ore 18.00, presso la sala della Casa del Mutilato in piazza Dante, a Teramo, dove il nostro artista ha consegnato ai posteri l’immagine de Il Sacrificio, inscritta in una lunetta nella parte terminale dello spazio.