TERAMO – Centro storico vietato alle manifestazioni di ‘protesta’: lo ha deciso il Prefetto teramano Eugenio Soldà che in un decreto spiega come alcune piazze e vie siano da considerarsi ‘Zone Rosse’ e “sottratte ai cortei ed a tutte le forme di manifestazioni pubbliche dirette a richiamare l’attenzione su particolari problematiche o a rappresentare alle Istituzioni ed all’opinione pubblica dissensi e proteste”.
Come riporta il quotidiano Il Centro, alla base della decisione del Prefetto ci sono le tensioni che da tempo si rilevano a Teramo con incidenti e aggressioni tra gruppi politici contrapposti: gli ultimi nel dicembre scorso, con scontri e denunce ai danni di Forza Nuova e ragazzi dei centri sociali. Il 23 dicembre 2009 tre militanti di sinistra furono aggrediti e accoltellati da neo fascisti locali. Di qui la decisione del Prefetto di chiudere il centro città alle manifestazioni di “dissenso”.
E la successiva provocazione di Rifondazione Comunista, che ha proposto una manifestazione di consenso a Berlusconi.
“Qualunque forma di contestazione anche minima non può essere espressa in centro – ha evidenziato il segretario cittadino di Prc, Filippo Torretta – dove a questo punto si deve ritenere siano permesse manifestazioni di consenso”.
Una vera contromossa, quella di Rifondazione: per sabato 8 gennaio ecco la richiesta al Prefetto di uno spazio a Piazza Orsini nel centro per “una iniziativa di consenso alle amministrazioni comunali, provincial, regionali e al governo nazionale e a tutte le sue politiche, nonché occasione per esprimere la massima soddisfazione per la situazione socioeconomica della popolazione”.
Finora dal Comune di Teramo non è venuta nessuna risposta, ma Torretta non ha dubbi: “L’autorizzazione non verrà negata…”.




