TERAMO – Mangiare un panino sul lavoro può costare il posto.

Lo sa bene una 50enne di Teramo, dipendente del reparto macelleria di un supermercato, che si è vista rigettare il ricorso dal giudice del lavoro contro il licenziamento.

I fatti, raccontati dal quotidiano Il Messaggero, risalgono all’8 agosto dello scorso anno, quando la donna si è vista recapitare una lettera nella quale le si contestava di aver prelevato dei prodotti dagli scaffali e di averli consumati dentro l’esercizio commerciale.

La 50enne si è difesa spiegando che avrebbe pagato i tre euro, questo l’importo complessivo della merce utilizzata per lo “spuntino”, alla fine della giornata.

L’azienda è stata irremovibile e il 16 agosto è stata licenziata per giusta causa.

Il giudice del lavoro di Teramo Alessandro Verrico ha ritenuto che la decisione fosse legittima.