TERAMO – Dopo la fumata nera tra azienda e sindacati al tavolo delle trattative si registra l’intervento dell’amministratore unico di Teramo lavoro srl, società della Provincia di Teramo, Venanzio Cretarola.

“Quanto accaduto venerdì (solo nel Centro per l’Impiego di Teramo) è dipeso unicamente da concomitanti scadenze che si presentano ogni anno. – afferma Cretarola – Nonostante le difficoltà ‘sindacali’, su sollecitazione immediata del Presidente Catarra e dell’Assessore Eva Guardiani l’esigenza di potenziamento del servizio è stata risolta rapidamente da ‘Teramo Lavoro’  che ha messo a disposizione un numero di operatori notevolmente superiore alla media”.

“Non è assolutamente vero che Teramo Lavoro e la Provincia si sono posti il problema della continuità lavorativa solo l’ultimo giorno utile”.

“La società ha convocato, soprattutto nell’ultimo mese, diversi incontri con i sindacati confermando (anche insieme al presidente Catarra) l’intenzione di continuare e sviluppare le attività, ma nel pieno rispetto delle norme di legge e contrattuali. La condizione imprescindibile per fare ciò consiste nella stipula di un accordo sindacale, previsto obbligatoriamente dal Contratto nazionale di lavoro, per consentire la possibilità di continuare ad utilizzare gli stessi lavoratori attualmente in servizio oltre la fase di avvio della società (1 anno). La società ha da subito proposto ai sindacati un percorso, obbligatoriamente a tappe, tenendo conto da un lato dei tempi di approvazione del Bilancio provinciale (senza il quale è semplicemente illegittimo prevedere affidamenti di servizio a Teramo Lavoro) e dall’altro dell’obbligo di attivare le corrette procedure per le proroghe contrattuali previste per le società In House”.

“La regolare prosecuzione (non proroga) dei rapporti di lavoro in essere per 15 giorni, disposta dalla società, seppure senza alcun accordo con il sindacato, è stata da me responsabilmente assunta essendo l’unico modo di garantire i servizi in attesa del Bilancio provinciale”.

“La richiesta sindacale di immediati contratti di almeno un anno (o di semplice trasformazione a tempo indeterminato) è, attualmente, semplicemente impossibile da praticare senza arrecare un danno certo proprio ai lavoratori che si vuole tutelare. La stabilità occupazionale di coloro che per anni sono stati utilizzati molto ‘precariamente’ può essere assicurata solo dalla costituzione e dal consolidamento di questa società che si è rivelata indubbiamente, oggi ancora di più, l’unica soluzione “tecnicamente” e giuridicamente possibile”.

“Basterebbe vedere cosa è successo altrove”.

“Esigere decisioni aziendali ‘illegittime’ come ‘condizione’ per la firma di un accordo tecnico (previsto dall’articolo 64 del Contratto Nazionale ed unico modo per mantenere in servizio gli attuali dipendenti) non può che arrecare un danno ai servizi rivolti ai cittadini ed ai lavoratori che tali servizi contribuiscono a garantire insieme a tutto il personale della Provincia”.

“Attendo comunque fiducioso che le organizzazioni sindacali vogliano consentirmi di tutelare l’occupazione esistente nel rispetto del Contratto nazionale e delle leggi”.

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