TORTORETO – Il giudice del Lavoro di Teramo, Luigi Santini, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno in favore dei lavoratori dell’Agenzia Regionale per l’Informatica e la Telematica con sede a Tortoreto (Teramo) che, dopo aver superato il concorso pubblico, non sono stati assunti dall’Ente con contratto a tempo indeterminato, bensì con contratto a tempo determinato della durata di un anno.
Per ciascuno dei lavoratori vincitori del concorso e non ancora assunti, l’Arit dovrà pagare un risarcimento pari a venti mensilità del trattamento retributivo globale di fatto, oltre a interessi, rivalutazione monetaria e spese legali.
“Si tratta di somme ingenti, più di 400 mila euro, che l’Arit deve sborsare per risarcire gli 8 lavoratori che hanno fatto ricorso – dice Monia Pecorale della Cgil Funzione Pubblica – A questi, è facile immaginare che si potranno aggiungere i ricorsi degli altri 12 lavoratori vincitori di concorso pubblico che subiscono lo stesso trattamento e che potrebbero decidere, ora, di agire legalmente”.
Il difensore dei lavoratori, Lorena Di Giambattista, auspica una conclusione transattiva della vicenda. La Fp Cgil lancia l’allarme per i conti pubblici: “L’esecuzione della sentenza nei termini risarcitori esporrà l’Arit al pagamento di centinaia di migliaia di euro e ciò oltre a rappresentare l’ennesimo spreco a danno dei cittadini potrebbe determinare la riduzione di personale precario altamente qualificato che svolge attività essenziali per il funzionamento dell’Agenzia. Ci auguriamo prevalgano il buon senso e la responsabilità nella gestione di questa partita per il bene dei cittadini e dei lavoratori che hanno da poco avuto, tra l’altro, la proroga dei loro contratti di lavoro per un altro anno”.






