TERAMO – “Le istituzioni locali, a cominciare dalla Camera di Commercio, devono incentivare le missioni all’estero delle nostre imprese, con programmi ed iniziative mirate, la cui finalità è quella di aprire nuove prospettive agli imprenditori, alle prese con un mercato interno asfittico. In Italia l’industria delle costruzioni sta vivendo una crisi strutturale che impone alle imprese un cambiamento radicale nelle strategie e nella organizzazione. Le istituzioni devono assecondare questo processo di sviluppo”.
E’ questo il commento del presidente Ance Teramo Armando Di Eleuterio, a consuntivo della missione di lavoro organizzata dall’Ance Teramo in Montenegro e in Serbia dal 16 al 19 marzo.
La missione, pianificata in collaborazione con l’Istituto Nazionale del Commercio Estero, ha fatto seguito ad analoghe iniziative in Romania nel 2009, e in Bielorussia nel 2010.
Situato in una posizione strategica rispetto all’intera area balcanica, il Montenegro offre grandi, e finora poco conosciute in Italia, opportunità di sviluppo dei rapporti economici soprattutto per le piccole e medie imprese italiane.
Oltre alla diffusa conoscenza della lingua italiana, ci sono elementi positivi che fanno propendere per gli investimenti in questo paese, come una stabile politica macroeconomica, un’economia aperta, costi di produzione tra i più bassi al mondo, una politica fiscale a tutto vantaggio degli investitori, diritti di proprietà garantiti, presenza delle banche di fiducia straniere, libera circolazione di profitti, dividendi e interessi, valuta forte, in quanto la moneta circolante è l’Euro che consente all’investitore italiano di non sostenere rischi valutari. Scarsa è infine la presenza di criminalità organizzata.
Il Montenegro, inoltre, è attraversato dai Corridoi V e VIII delle reti Trans-Europee, che ne fanno un canale privilegiato di accesso ai mercati della Russia e dell’Est Europa.
Diverse sono le aree di intervento nelle quali le Pmi delle costruzioni possono impegnarsi: dalle infrastrutture, di cui il Montenegro ha fortemente bisogno, al residenziale e allo sviluppo turistico sulla costa, area quest’ultima non ancora sfruttata e dalle fortissime potenzialità.
Gli incontri istituzionali si sono svolti nella prima giornata della missione nella sede dell’Associazione imprenditoriale Montenegro Business Alliance di Podgorica.
Il 17 marzo la delegazione abruzzese ha incontrato Darko Konjevic, direttore esecutivo Montenegro Business Alliance, Blagota Radulovic, dell’ Agenzia ministeriale montenegrina per la Promozione degli Investimenti esteri, Tanja Cepic Mugosa e Filip Jovovic, consulenti legali dello Studio legale Cepic Mugosa ed il Vice Ministro del Turismo e Sviluppo sostenibile – Dipartimento edilzia, Danilo Gvozdenovic.
Il 18 marzo la delegazione è stata ricevuta dall’ambasciatore italiano S.E. Sergio Barbanti.
La missione di lavoro è proseguita poi nella Camera di Commercio del Montenegro a Podgorica, dove erano in programma gli incontri con Pavle Radovanovic, Segretario generale della Camera di commercio del Montenegro, Tanja Radusinovic, Consigliere del Presidente della Camera di Commercio del Montenegro, Ivana Saranovic del Ministero dell’economia dipartimento rapporti economici con l’estero, Bojana Boskovic, Vice Ministro delle Finanze, Nebojsa Popovic, Vice Ministro del Turismo e Sviluppo Sostenibile – dipartimento sviluppo turistico, Dalibor Milosevic, Vice Ministro dei Trasporti ed affari Marittimi – dipartimento infrastrutture stradali.
“Abbiamo avuto la netta sensazione, commenta Di Eleuterio, “che il Montenegro rappresenti davvero una straordinaria opportunità di investimento per le Pmi, in quanto le condizioni di partenza sono molto positive. Il fatto che utilizzino l’euro, inoltre, è un ulteriore elemento di vantaggio. Al momento, come ci ha confermato l’ambasciatore Barbanti, sono ancora poche le Pmi che hanno scelto di investire in Montenegro, quindi si tratta a tutti gli effetti di un’area ancora poco esplorata. La politica regionale deve adoperarsi per sviluppare i collegamenti marittimi ed aerei con i paesi vicini che si affacciano nell’altra sponda dell’Adriatico, per incrementare le opportunità di investimento e scambio per le imprese abruzzesi.”




