GIULIANOVA – Giulianova sotto shock per l’arresto di don Elvio Re, vice parroco della chiesa di Maria Santissima Annunziata.

Il prete, 62enne originario di San Ginesio di Macerata, è accusato con l’accusa di tentata violenza sessuale.

Secondo la denuncia di una donna, 50enne residente a Santa Maria degli Angeli (Assisi), Don Elvio le avrebbe fatto ripetute avances e poi avrebbe cercato di violentarla in casa.

Il prete era stato già denunciato alcune settimane fa dalla vittima per ripetute molestie telefoniche.

Secondo le accuse, il prete si sarebbe recato nell’abitazione della donna e, una volta entrato, si sarebbe letteralmente lanciato su di lei, strappandole vestiti e biancheria intimi. Solo l’intervento di un parente vicino di casa, allarmato dalla grida della vittima, avrebbe impedito al prete, allontanatosi poi di corsa, di portare a termine la violenza.

La vittima si sarebbe quindi recata in ospedale per farsi medicare ed in seguito dai carabinieri, ai quali ha raccontato l’accaduto.

Due giorni fa i carabinieri si sono presentati da don Elvio per arrestarlo con l’accusa di tentata violenza sessuale. Il prete si trova rinchiuso nel carcere di Capanne. L’udienza di convalida dovrebbe tenersi proprio questa mattina, davanti al pm Angela Avila. La donna è assistita dagli avvocati Flavio Grassini e Luca Ceccatini, il prete da Concetta Colleoni.

MONSIGNOR SECCIA: “SORPRESO E ADDOLORATO”

“Sono sorpreso, esterrefatto, meravigliato e profondamente addolorato dalla notizia che un sacerdote abbia messo in atto comportamenti non consoni all’esercizio del suo ministero, tanto più rivolti a danno della persona”.

Lo afferma in una nota il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia, in relazione alla vicenda del sacerdote arrestato.

“Il vescovo – si legge – appresa la notizia, ha provveduto all’invio di un legale di fiducia, Massimo Spaccasassi, con il compito di seguire da vicino la vicenda e chiarirne tutti i contorni”.

“Per quanto concerne l’azione giudiziaria, il vescovo si rimette con fiducia all’azione della magistratura, alla quale è demandato il compito di condurre le indagini finalizzate ad accertare la verità”.

“Per quanto riguarda i provvedimenti canonici da adottare nei confronti del sacerdote, in ordine al suo ministero, il vescovo si conformerà ai dettami del Codice di diritto canonico: il delitto a cui si fa riferimento, infatti, rientra nella fattispecie che prevede la sospensione da tutte le funzioni del ministero presbiterale in modo cautelativo e per il tempo necessario a chiarire i fatti sia a livello civile che canonico”.