L’AQUILA – I 100 operatori del call center aquilano Tecnocall temono di essere licenziati a fronte di tante proteste che non sono servite a portare stabilità. Lo affermano Rsa in una nota: «Sono passati mesi dalla mobilitazione attiva, dagli scioperi, dagli appelli alla città e alle istituzioni, abbiamo chiesto aiuto e sostegno a tutte le cittadine e i cittadini dell’Aquila, non ci siamo spenti, abbiamo continuato a dialogare con le istituzioni locali e nazionali, abbiamo atteso risposte, date le mille promesse, ma ad oggi nulla è arrivato». Ora confidano di essere convocati dalle istituzioni su iniziativa del prefetto per chiarimenti sperando in un futuro meno approssimativo.
«Abbiamo sperato», aggiungono le Rsa, «che si potesse trovare una soluzione alternativa a garanzia della continuità salariale e occupazionale, vista la mancata volontà del governo ad applicare, come naturale e giusto, la clausola sociale. Abbiamo sollecitato tutta la comunità politica per ricercare una positiva soluzione alla nostra vertenza, l’ultimo incontro si è svolto il 13 febbraio a Roma, al cospetto delle segreterie nazionali, riunite dal senatore Liris insieme ai vincitori delle aste del servizio a tutele graduali, ma tutto tace, tutto resta immutato, nessuna risposta è arrivata. Siamo arenati su uno scoglio fatto di mancate risposte ed assunzione di responsabilità».






