L’AQUILA – Clamoroso dietrofront del Comune dell’Aquila: verrà probabilmente abbattuto il “teatro tenda” della frazione aquilana di Paganica, una delle storiche incompiute pre e post-terremoto del capoluogo di Regione.
Come accenna ai microfoni di AbruzzoWeb il sindaco, Pierluigi Biondi, pur senza dare annunci espliciti, le ruspe potrebbero abbattersi su una struttura da 8 mila metri quadrati che, da progetto, doveva ospitare concerti, fiere e manifestazioni con una capacità di 2 mila posti a sedere.
La singolarità è che appena lo scorso ottobre, in una nota Biondi aveva annunciato che erano state “avviate le procedure per l’affidamento dell’appalto”, intimando la “massima priorità alla realizzazione delle opere”.
Tutto questo anche in virtù della ragguardevole somma di quasi 2,5 milioni di euro già programmati, dei quali 1,8 stanziati fin dal 2013 da Cgil, Cisl e Uil e il resto di provenienza Cipe. Ora l’imbocco della direzione opposta.
Con le sigle sindacali, dice sempre il sindaco, è stato aperto un tavolo di confronto per stabilire come usare in alternativa quella somma, nella speranza di non perderla visto che, dopo 5 anni, la ‘triplice’ potrebbe aver piene le tasche dell’immobilismo dell’amministrazione di entrambi i colori.
“È una struttura fatta vent’anni fa, forse anche qualcosa in più, io la ricordo da sempre, è molto compromessa dal punto di vista strutturale, impiantistico e altro – premette Biondi, motivando la scelta – Credo, inoltre, che Paganica abbia un numero sufficiente di luoghi di aggregazione, forse sovrabbondanti”.
Di qui la tragica decisione. Secondo il primo cittadino, “certe volte bisogna anche avere il coraggio di capire che magari delle scelte sono state sbagliate e rimuoverle. Insomma, di volumi ne abbiamo fin troppi – ricorda – bisogna che ci siano delle strutture che siano effettivamente vissute e che siano effettivamente sostenibili dal punto di vista della gestione”.
Dunque l’abbattimento è un’ipotesi che, conferma, “è sul campo, anche in virtù della decisione circa la localizzazione della scuola di Paganica”.
La struttura fu progettata nel 1996, finanziata dalla Regione Abruzzo con quasi 5 milioni e mai completata, rimanendo in stato di abbandono per una ventina d’anni. Il sisma del 2009 ha fatto il resto.
Nel 2015 il predecessore di Biondi, Massimo Cialente, aveva annunciato il completamento della progettazione dei lavori relativi a rifacimento della copertura, delle tamponature, delle tramezzature interne, degli impianti e dei servizi igienici e, infine, il rafforzamento del locale sismico, per un costo lavori di 2 milioni 433 mila euro.
Con il sindaco è l’occasione anche per parlare della ex Sercom, il centro commerciale mai nato nella parte opposta della città, all’estrema periferia Ovest, divenuto di proprietà del Comune grazie a fondi pagati dallo Stato.
“Sulla ex Sercom ci sono dei discorsi in piedi – dice Biondi – Alcune aziende l’hanno vista, oppure si potrà dare una destinazione pubblica. Adesso vediamo l’esito delle attenzioni di questa imprese e poi valuteremo”, conclude.





