L’AQUILA – “Siamo tutti d’accordo”, scrive così l’ufficio comunicazione della Struttura per la gestione dell’emergenza, riferendo della riunione del tavolo tecnico per la ricostruzione che si è tenuto ieri mattina.
In realtà l’unanimità manifestata ha un retroscena di tensioni ancora non sanate tra la struttura commissariale e l’ordine degli ingegneri, in particolare del presidente Paolo De Santis, che continua a reclamare più soldi per raggiungere la sicurezza sismica delle case ‘E’.
“Il prezziario non si tocca” aveva ribadito nei giorni scorsi Gianni Chiodi, proprio per rintuzzare l’offensiva degli ordini professionali sulla questione.
Secondo l’associazione delle piccole e medie imprese “c’è un sistema eccessivamente burocratizzato che va snellito, per poter finalmente aprire i cantieri e ridare ossigeno alle aziende”.
Anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, non è uscito pienamente soddisfatto dall’incontro: “Non posso andare un giorno a dire alla gente che le risorse non bastano e un altro affermare che va tutto bene”.
Intanto domani i rappresentanti dei sindaci del “cratere” si incontreranno con Gianni Letta per mettere a punto le misure finanziarie per reperire le risorse utili a ripianari i bilanci degli enti e sospendere il rimborso delle rate dei mutui. Non ci sarà il primo cittadino del capoluogo, che ha già trattato ”in proprio” le necessità economiche del Comune dell’Aquila.
IL COMUNICATO DELLA SGE
“Si è riunito oggi il tavolo di coordinamento degli enti presieduto dal commissario vicario Antonio Cicchetti e composto, oltre che dalle strutture commissariali competenti, dal Comune dell’Aquila, dai rappresentanti dei Comuni del “cratere”, da due esperti della sicurezza sismica della Protezione civile e dai rappresentanti degli ordini professionali, dai progettisti e dalle associazioni delle imprese; erano inoltre presenti i rappresentanti della “filiera” di controllo (Fintecna, Cineas, Reluis)”.
Lo comunica, con una nota, l’area comunicazione della Struttura di gestione dell’emergenza.
“All’unanimità – prosegue la nota – si è convenuto che, con le regole (compresi i prezzi) contenute nelle ordinanze, nei decreti e nelle circolari commissariali finora emanate, non ci sono più ostacoli al completamento delle progettazioni e ricostruzione degli edifici classificati ‘E’ al di fuori delle mura cittadine”.
“Su proposta dei professionisti e delle imprese, si è convenuto inoltre un approfondimento del decreto numero 57, un’accelerazione e revisione nelle procedure di verifica da parte della ‘filiera’ riflettendo nel frattempo sul sistema dei controlli in fase attuativa”, aggiunge la Sge.
“Il Comune dell’Aquila si è riservato di esprimersi sull’esito dell’odierna riunione dopo averne verificato gli effetti sulla presentazione dei progetti. L’ordine del giorno della riunione è visibile sul sito del commissario. Nei prossimi giorni – conclude la nota – verrà pubblicato il verbale di tutta la riunione”.
IL RETROSCENA
Nonostante il bilancio positivo tracciato a fine incontro, la riunione del tavolo tecnico dei soggetti coinvolti nella ricostruzione post terremoto è stata caratterizzata da un duro scontro tra gli ordini professionali e il vice commissario, Antonio Cicchetti, che ha presieduto il confronto.
La causa della polemica riguarda la percentuale di antisismicità della case ‘E’, quelle più danneggiate, la cui soglia minima per la legge è del 60 per cento. Il 100 per cento viene assicurato solo in caso di demolizioni.
Il contrasto sulle percentuali ha tirato in ballo direttamente i costi della ricostruzione, una delle voci sulle quali c’è da sempre distanza tra la governance del terremoto e i soggetti chiamati a vario titolo all’azione di ricostruzione.
Nel caso in cui la percentuale di antisismicità per le case da ristrutturare fosse stata aumentata, la copertura finanziaria si sarebbe dovuta ampliare.
LA POSIZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
“I toni trionfalistici li lascerei per altre occasioni”, è questo il commento del direttore dell’associazione delle piccole e medie imprese della provincia dell’Aquila, Massimiliano Mari Fiamma.
“Il fatto stesso che stiamo discutendo da due anni delle case ‘E’ fuori dei centri storici dimostra che la situazione è più complessa di quello che si vuol far apparire – aggiunge Mari Fiamma – ma prendiamo atto che dei passi in avanti sono stati fatti, però adesso è ora che la macchina della ricostruzione cominci a muoversi”.
Secondo l’Apindustria i problemi più grandi sono rappresentati dall’eccessiva burocratizzazione del sistema: “Bisogna rivedere il meccanismo della ‘filiera’ Reluis-Fintecna-Cineas che è poco scorrevole. Ad oggi per ogni 100 pratiche che entrano ne escono 26 – sottolinea – e i tempi medi di attesa variano tra i quattro e gli otto mesi”.
“La colpa non è direttamente riconducibile ai tre soggetti – chiarisce Mari Fiamma – ma a una normativa che finora non è stata chiara e a procedure troppo farraginose, bisogna lavorare in tal senso per migliorare il sistema”.
“Ci sono, infatti, troppi alibi per tutti – attacca il direttore – bisogna sgomberare il campo dagli equivoci perché le imprese sono in sofferenza e si ritrovano con i cantieri fermi e gli operai in cassa integrazione”.
“Senza le risorse giuste – conclude Mari Fiamma – si rischia di spalancare le porte alle degenerazioni del settore, che sono il lavoro nero, la scarsa sicurezza e le opere realizzate male”.
DOMANI I SINDACI DEL ”CRATERE” DA LETTA
I rappresentanti dei sindaci del cratere avranno domani pomeriggio un incontro a Roma con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta per parlare del ripianamento dei bilanci degli enti e della sospensione delle rate di mutui fatte per gli investimenti negli anni pregressi.
Alla riunione non parteciperà il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha già pattuito il ripianamento per il comune più grande del cratere. Sempre per domani, è in programma all’Aquila una riunione tra soggetti coinvolti nella ricostruzione e la struttura tecnica di missione guidata da Gaetano Fontana.



