L’AQUILA – “Mentre a L’Aquila oltre 5.000 persone sfilavano in maniera composta e ordinata per reclamare i propri diritti all’esistenza ed alla ripresa di una vita normale che la burocrazia esasperata sta minando, ecco comparire, in un comunicato dell’Ansa uscito negli stessi istanti, una dichiarazione di un non meglio specificato ‘portavoce dell’Ue’. L’anonimo (ennesimo) burocrate si limita ad una preventiva difesa d’ufficio dell’operato dei suoi paradossali colleghi specificando il facile messaggio arronzato di ‘solo chi ha avuto di più deve ripagare’, dimostrando così una totale ignoranza della vicenda ed una scarsezza tale di argomenti da potergli consentire solo uno spot di facile comprensione”.

Lo afferma in una nota il segretario di Apindustria L’Aquila Massimiliano Mari Fiamma.

“Ovviamente niente di tutto questo è vero perché le misure adottate sono state misure (parziali e temporanee) a sostegno di una economia distrutta e non per la riparazione dei danni, che con il deminimis non c’entrano proprio, e riguardano unargomento, la tassazione, che rimane ancora relegato alla sovranità nazionale a meno che non vengano considerati aiuti di Stato”.

“Eccolo quindi il nodo centrale della vicenda – spiega Mari Fiamma – l’artificio da burocrate inventato e riservato al solo terremoto dell’Aquilano con l’apparente finalità di riequilibrare quei rapporti di forza tra uffici europei e uffici nazionali (colpevoli di inettitudine quanto gli altri): l’aiuto di Stato”.

“Ovviamente nasce spontanea la domanda: ma se davvero l’applicazione di una tassazione agevolata costituisce una così feroce violazione della concorrenza all’interno dello stesso mercato, il fatto che il ‘nostro’ 40% sia comunque superiore al 25% della tassazione olandese o nemmeno paragonabile alle agevolazioni della Slovacchia protagonista della nota vicenda Embraco cosa deve significare?”, continua Mari Fiamma.

“Vuol forse dire che inizierà da qui la discussione politica per la tassazione unica europea o resterà solo una scusa da rivendere alla prima occasione utile? La verità è che le posizioni espresse da questo anonimo esponente, probabilmente di lingua autoctona, sono la prova del vero volto della nuova burocrazia che una volta agiva nell’ombra con un po’ più di scaltrezza mentre oggi si estrinseca con deliri di onnipotenza sotto forma di atti, circolari e normative che paralizzano l’economia e distruggono intere comunità”.

“Se vogliamo cercare una soluzione definitiva alla maggior parte degli ostacoli alla crescita di questo Paese – fa infine osservare Mari Fiamma – una delle nostre battaglie deve per forza essere l’introduzione del licenziamento e della rotazione dei dirigenti della pubblica amministrazione nazionale ed europea altrimenti vedremo sempre più imprese scappare dai ricatti istituzionali”.