L’AQUILA – Entro due giorni si conoscerà il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale (Tar) sul ricorso presentato da associazioni di categoria e imprese contro la restituzione delle tasse sospese nel cratere del terremoto a circa 350 aziende e partite Iva chiesta dalla Commissione Europea.
È il termine entro il quale i giudici amministrativi, in conclusione dell’udienza nel pomeriggio di oggi, all’Aquila, si sono riservati una decisione.
I ricorrenti si ritengono soddisfatti della discussione avuta in udienza e sono ottimisti di poter ottenere la sospensiva alle cartelle esattoriali notificate nelle passate settimane.
Sono stati almeno sette i ricorsi discussi oggi, tutti contro la restituzione delle tasse, nei quali si impugna la nomina da parte della presidenza del Consiglio dei Ministri del commissario per il recupero che nelle passate settimane ha notificato cartelle esattoriali per complessivi circa 100 milioni di euro.
Il più corposo è quello presentato a nome delle associazioni come Ance (Associazione nazionale dei cstruttori edili), Confindustria e Apindustria, e di imprese associate; poi, quelli del Comune dell’Aquila.
Quindi la Regione Abruzzo, rappresentata dall’avvocato Stefania Valeri, coinvolta con le società partecipate come Tua e Abruzzo Engineering, imprese non associate, e la Gran Guizza del gruppo di acqua minerale San Benedetto.
“Il Tar si è riservata una decisione che potrebbe arrivare venerdì – spiega l’avvocato Roberto Colagrande – Abbiamo fatto un’ampia discussione e a mio avviso ci sono i presupposti per l’accoglimento della istanza cautelare. Ad esempio, abbiamo dimostrato che è una cosa disumana dimostrare in trenta giorni, questo il termine delle cartelle esattoriali, i danni subiti con il terremoto e metterli in relazione agli aiuti di stato. A tale proposito, ci dà ragione anche il fatto che la presidenza del consiglio dei ministri starebbe per pubblicare un decreto di proroga di quattro mesi. Anche se questo documento non esiste, quindi, rimaniamo legati al termine di 30 giorni. Oltre al tempo non congruo, abbiamo dimostrato di avere ragione anche su altri profili giuridici”.
L’udienza cade a due giorni dalla manifestazione promossa dal Comune dell’Aquila e dalla Regione Abruzzo per protestare contro “una decisione iniqua ed assurda che rischia di mettere definitivamente al tappeto un territorio dilaniato dal sisma di nove anni fa”.
Al corteo che si è snodato per le vie del centro storico hanno partecipato secondo gli organizzatori circa 5mila persone, tra cui commercianti, operai, studenti e cittadini.



