ROMA – La Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo al decreto legge Terremoto che così, dopo l’ok del Senato e non avendo subito modifiche, diventa legge.
Con la trasformazione del Dl Terremoto in legge, cinque nuovi Comuni abruzzesi sono stati inseriti nel cratere del terremoto del centro Italia: Catignano, Civitella Casanova e Penne (Pescara), Penna Sant’Andrea e Basciano (Teramo). Inoltre, imprese e partite iva colpite dal sisma avranno altri due mesi di tempo per presentare la documentazione per la restituzione delle tasse, a partire dalla perizia sui danni.
Il provvedimento è passato con 398 sì, 98 astenuti e nessun voto contrario. Tuttavia, gli emendamenti presentati al decreto sono stati tutti respinti e questo ha sollevato polemiche e numerose critiche.
“Con la definitiva approvazione del cosiddetto decreto legge terremoto, la Lega e il governo mantengono gli impegni presi anche con le imprese aquilane per quanto concerne la proroga per la restituzione delle tasse non versate dopo il sisma, intimata dall’Europa. Ora continueremo a lavorare a testa bassa, senza sosta, rimboccandoci le maniche affinché si giunga alla definitiva soluzione del problema”, così il deputato aquilano della Lega, Luigi D’Eramo, alla luce del definitivo varo, alla Camera, del provvedimento.
“Votiamo a favore di questo decreto Terremoto perché è composto da proroghe importanti di strumenti di intervento varati dal governo Paolo Gentiloni. Strumenti che M5s e Lega dicevano di voler smantellare, ma che invece tengono in piedi perché non in grado di fare nulla di meglio e questo nonostante le roboanti promesse della campagna elettorale. Allo stesso tempo, però, ci addolora l’indifferenza con cui hanno affrontato questi temi, testimoniata dal triste utilizzo della parola ‘marchette’ per le richieste di cui eravamo portatori nei nostri emendamenti e che giungevano dai territori, dai cittadini, che hanno vissuto sulla loro pelle gli orrori del sisma”, così la deputata aquilana, Stefania Pezzopane, dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto sul Dl Terremoto.
“In commissione e in Aula, dopo la promessa fatta al Senato di modificare poi il testo alla Camera, da M5s e Lega sono giunti solo e solamente dei No e vaghe promesse di recuperare i contenuti degli emendamenti nel Mille Proroghe e nella Legge di Bilancio. Il Pd proseguirà con serietà, con senso del dovere, con onestà, al fianco degli amministratori locali e delle popolazioni, a battersi affinché al più presto giungano le risposte attese e che oggi sono purtroppo andate deluse”, ha concluso l’onorevole.
“Il decreto terremoto è importante perché permette di dare in un tempo certo, novità certe. Il passaggio alla Camera è stato difficile, perché c’erano proposte per interventi ulteriori, ma la scelta è stata quella di confermare il provvedimento del Senato: non potevamo permetterci di andare oltre una certa scadenza”. Lo ha sottolineato il relatore del provvedimento, il deputato Tullio Patassini (Lega), nel corso di una conferenza stampa convocata dopo il via libera al provvedimento.
“Abbiamo confermato la tregua fiscale, in modo che i nostri territori fino a fine anno possano respirare, senza essere vessati dallo Stato – ha spiegato, riferendo alcuni dei contenuti del testo – e abbiamo affrontato una questione che aveva bloccato la ricostruzione privata, quella sulla difformità edilizia: sbloccare un progetto legato a un danno lieve significa far rientrare al più presto la gente nelle proprie case”.
Parole che potrebbero far tirare un sospiro di sollievo a imprenditori e professionisti del territorio del cratere, che nei giorni scorsi hanno espresso preoccupazione per l’assenza di una strategia finalizzata a neutralizzare le cartelle esattoriali per circa 100milioni di euro notificate alle circa 350 tra imprese e partite Iva, vicenda irrisolta da anni, tornando ad attaccare la politica tutta “sorda alle problematiche vitali di un territorio già in ginocchio per il terremoto”.
La decisione della Camera è stata considerata fondamentale in virtù della bocciatura degli emendamenti in Senato, presentati con l’obiettivo di innalzare la soglia del “de minimis” da 200 mila a 500 mila euro, ma la proposta ha avuto 112 voti favorevoli (i senatori di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd) e 154 contrari (gli esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle).
In Commissione speciale atti urgenti del Senato Lega e M5S hanno proposto una proroga fino al 31 dicembre prossimo, per una eventuale restituzione. Ma la vicenda è molto complessa e molti sono stati i momenti chiave in questi ultimi mesi.
Già il 16 aprile scorso, infatti, ci si è mobilitati con un corteo di protesta con oltre 5mila persone che hanno sfilato per le vie dell’Aquila, su iniziativa della Regione Abruzzo e del Comune, per dire “no” ad una restituzione delle tasse che “ucciderebbe un territorio già martoriato dal terremoto del 6 aprile 2009”.
Anche il governo uscente si è mosso in tal senso, con un’azione politica che ha portato a un decreto di proroga che per 120 giorni ha sospeso l’efficacia delle cartelle esattoriali.
Sulla base di questo provvedimento, poi, lo scorso 18 aprile, il Tribunale amministrativo regionale del capoluogo abruzzese non ha concesso la sospensiva, ma comunque l’azione messa in campo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, non ha smorzato i timori degli aquilani, che restano in attesa di avere un responso e un aiuto da parte dell’Esecutivo nazionale.



