L’AQUILA – “Scrivo queste righe certamente amareggiato ma guidato, soprattutto, dalla determinata consapevolezza di dover lottare contro una decisione che interviene ad aggravare la già difficile situazione che vive dal 6 aprile 2009 il popolo abruzzese. Nonostante il popolo abruzzese si è rimesso subito in cammino, ricomponendo i cocci, oggi il sentimento dominante torna a essere la rabbia dovuta alle recenti notifiche, a numerose imprese abruzzesi, di cartelle esattoriali con intimazione di pagamenti milionari entro 30 giorni. Istanze gestite dal commissario nominato dalla presidenza del Consiglio”.

Lo scrive in due lettere, una al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’altra al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il presidente della Regione Abruzzo e neo senatore, Luciano D’Alfonso, che fino ad oggi non aveva preso posizione, come racconta Il Centro.

Il clima è quello delle forti polemiche scoppiate a seguito della recente notifica delle cartelle esattoriali milionarie con pagamenti entro 30 giorni a circa 350 tra imprese e partite iva del cratere sismico.

La questione, dunque, tasse finisce nei piani più alti dei palazzi romani. 

D’Alfonso chiede al presidente della Repubblica un impegno in prima persona, “in quanto in prospettiva squisitamente politica, emergono evidenti contraddizioni e responsabilità che necessitano di un intervento delle istituzioni che, insieme, hanno il dovere di garantire ai cittadini la tutela concreta di diritti imprescindibili”. Stesso appello a Gentiloni.

D’Alfonso, nelle lettere, ricostruisce l’iter procedurale e il ricorso al Tribunale amministrativo regionale.”Il decreto di nomina – prosegue D’Alfonso – presenta gravi profili di illegittimità: lo Stato italiano ha l’obbligo di eseguire una seconda valutazione specifica e concreta, volta ad accertare se la misura agevolativa, concessa alla singola impresa, possa o meno configurarsi come aiuto di Stato. Infine, ironia della sorte, interviene il 6 aprile 2018, nel nono anniversario del terremoto dell’Aquila, una decisione della Commissione europea secondo cui il regime di aiuto italiano, volto a sostenere gli investimenti nelle regioni colpite dal sisma del Centro Italia, appare in linea con le normativa europea”.

In conclusione il neo senatore chiede “un intervento immediato”.