L’AQUILA – Uno degli ultimi provvedimenti del premier, Silvio Berlusconi, prima delle dimissioni annunciate ieri potrebbe riguardare L’Aquila e le popolazioni colpite dal terremoto.
La questione è quella delle tasse: ieri sono scese in piazza circa 1.500 persone per chiedere la proroga dei versamenti delle tasse sospese dopo il sisma; a metà pomeriggio è arrivato l’annuncio da Roma del commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, di un’ordinanza che proroga fino a fine anno il termine per l’inizio della restituzione.
Stando a quanto appreso da Abruzzoweb, però, c’è di più. Nell’emendamento al maxi emendamento da allegare alla legge di stabilità sembra sia previsto anche un provvedimento con il quale verrà previsto l’abbattimento delle tasse da restituire. Su questo punto sembra ci sia la ferma volontà del capo del Governo Berlusconi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta anche se l’ultima parola spetta alla Ragioneria dello Stato e al ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
Il maxi emendamento, stando a quanto ha riferito il deputato del Pdl Claudio Scajola, dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri nel corso del pomeriggio.
Anche il parlamentare Pd, Giovanni Lolli, aspetta di avere certezze che dovrebbero arrivare entro la mattinata o al massimo entro il primo pomeriggio. “La proroga senza copertura” ha spiegato l’onorevole Pd “non serve a nulla, altrimenti rischiamo a dicembre di ritrovarci nella stessa situazione in cui siamo stati fino all’annuncio dell’ordinanza di proroga”.
“Se l’ordinanza è servita per guadagnare tempo – aggiunge Lolli – per scongiurare che le detrazioni venissero applicate dai sostituti d’imposta allora va bene. Ma se nel maxi emendamento alla legge di stabilità non ci sarà la copertura allora saremo al punto di partenza”.
“Mi chiedo – aggiunge l’assessore comunale Stefania Pezzopane – chi restituirà i soldi a quei lavoratori a cui hanno già trattenuto la prima rata delle tasse sospese, penso a quelli dell’Enel o ai poliziotti. Ancora una volta l’annuncio è arrivato durante una manifestazione: forse non era poi così difficile arrivare ad una proroga. L’ordinanza non è la soluzione a tutti i problemi, la soluzione va trovata nella legge di stabilità”. (red)
PEZZOPANE (PD): ”SENZA PROTESTA NON CI SAREBBE STATA ORDINANZA”
“La manifestazione di ieri ha sortito degli effetti. Se non ci fosse stata una nuova protesta, Silvio Berlusconi non avrebbe mai firmato l’ordinanza, che è giunta proprio come una ‘bomba ad orologeria’ durante la manifestazione”.
Lo afferma l’assessore comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane, nonché responsabile Pd per la ricostruzione.
“Una manifestazione unitaria, senza colore politico, convocata dal Comune dell’Aquila insieme ad altri comuni del cratere e in stretta collaborazione con decine di organizzazioni sindacali e di categoria. Dunque il provvedimento di proroga – secondo l’assessore – è il risultato della mobilitazione degli aquilani, che ha fatto scrollare Gianni Chiodi dal suo torpore”.
“Ma non ci basta – osserva la Pezzopane – perché il vero risultato che intendiamo portare a casa è l’abbattimento del 60 per cento delle tasse da restituire, come è accaduto per Marche, Umbria e Molise. E questo obiettivo lo si può ottenere solo con la legge di stabilità, in discussione al Senato”.
“Quindi questo Governo, ormai moribondo, si affretti a presentare formalmente nel maxi emendamento quanto deve agli aquilani – aggiunge – e risolva una volta per tutte un problema che esso stesso ha creato”.
“Abbiamo dovuto aspettare come al solito il provvedimento ‘last minute’. Se il Governo fosse intervenuto prima – ritiene la Pezzopane – e soprattutto con un provvedimento definitivo, avremmo potuto evitare la decurtazione delle buste paga di molti aquilani, che si sono già visti ridurre gli stipendi per la restituzioni di una parte delle tasse non versate. E inoltre avremmo risparmiato alla città un nuovo sforzo per la mobilitazione”.
“Ma non credano che abbasseremo la guardia”, conclude la Pezzopane con un annuncio “la mobilitazione resterà in piedi finché la proroga e l’abbattimento delle tasse sospese non saranno inseriti nella legge di stabilità”.



