L’AQUILA – Partite Iva nell’Aquilano, in arrivo una briscola tremenda per imprese e professionisti.
Stanno per ‘piovere’ circa trentamila cartelle esattoriali di riscossione ma soltanto una parte di queste, anzi, una piccolissima parte, come spiegato
dall’edizione di oggi del quotidiano Il Messaggero, potrà essere abbattuta del 60 per cento in base alla legge 183 del 2011, al massimo si potrà dilazionare il dovuto in 120 rate.
A questo punto il rischio di vedere una valanga di ricorsi è molto elevato.
Resta da capire, fa notare il quotidiano, se per le tasse, visto che sull’Iva non si può far nulla essendo una imposta comunitaria,
è possibile aggrapparsi a qualche àncora di salvezza Europa permettendo, perché lo sconto sulle tasse può essere considerato aiuto di Stato e quindi a rischio ‘infrazione’ per i canoni del libero mercato e della libera concorrenza.
Un bel guaio. Non va inoltre dimenticato che queste cartelle appartengono alla famosa categoria da ‘non pagare’, in riferimento a tutto ciò che fa parte del periodo prima del sisma del 6 aprile 2009.
“La vicenda – si legge nell’articolo – contiene moltissimi aspetti non chiari. Anche Inps e Inail avevano ‘disatteso’ la norma generale (sconto del 60 per cento e 120 rate per tutti), attraverso disposizioni interne che imponevano il recupero integrale nei confronti delle imprese, al di sopra del tetto del ‘de minimis’ (200 mila euro). Una decisione presa proprio in virtù dei dubbi sollevati da Bruxelles e sconfessata dal Tar che di recente ha annullato le circolari interne sostenendo, in pratica, che quello dell’Europa non è affatto un ‘diktat’, ma semplicemente una procedura tesa a chiarire i termini della questione”.
Lo scorso settembre in un vertice tra Agenzia delle Entrate, Ance, Apindustria, Coldiretti, Confartigianato, Confindustria, Commercialisti ed Esperti contabili e Tributaristi, aveva portato le associazioni di categoria a chiedere con forza “l’interruzione di ogni azione di riscossione fino alla definizione totale delle idonee procedure”.



