L’AQUILA – Sarà guerra totale in commissione Bilancio del Senato contro l’emendamento-killer alla legge di stabilità proposto dal governo Monti che, se approvato, costringerebbe le imprese terremotate, aquilane ma non solo, a restituire al 100% invece che al 40% (come fissato da una legge dello Stato) i contributi Inps e Inail sospesi dopo il sisma.

Un aiuto che, per la disciplina comunitaria, è stato concesso illegittimamente, perché rivolto a tutti e non solo a chi ha ricevuto un danno diretto per il terremoto, con un nesso causale da dimostrare, come prevedono i burocrati di Bruxelles.

Questa tesi è contenuta in una procedura d’infrazione europea su cui ancora poco si sa, se non che non si è ancora perfezionata: e nel frattempo potrebbe permanere lo status quo, ovvero la “legge Letta” che fissa al 40% per tutti la quota da restituire.

Almeno fino alla conclusione della procedura d’infrazione: in quel caso, tra le due norme contrastanti prevarrebbe la normativa comunitaria, come sancito già dal 1964 da una sentenza della Corte di giustizia europea.

L’emendamento del governo anticiperebbe questo effetto, formalizzando subito (senza quindi aspettare la procedura) la necessità del nesso causale e creando un sacco di guai, di qui il poco edificante appellativo di “killer” che si è guadagnato.

Fortuna vuole che i relatori di quella che una volta si chiamava Finanziaria siano due senatori abruzzesi, Giovanni Legnini del Partito democratico e Paolo Tancredi del Popolo della libertà, che hanno ben presente la questione e non vogliono far passare questo provvedimento su cui invece ha espresso parole chiare il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca: “È questo il solo modo in cui gli aiuti possono essere effettivamente percepiti”.

Tancredi e Legnini la pensano molto diversamente. E si batteranno a tutti i costi per il ritiro dell’emendamento-killer, come confermano entrambi ad AbruzzoWeb alla vigilia di una giornata, quella di lunedì, che si preannuncia a dir poco burrascosa.

I senatori, di colori politici opposti, sono d’accordo sulla strategia ma con tattiche leggermente differenti.

Tancredi si rimette alla richiesta di una “relazione tecnica precisa” sugli effetti che avrebbe l’approvazione del provvedimento, formalizzata sabato. “E se non ci convincerà, non lo votiamo”.

Legnini gioca a carte scoperte, “la relazione è un pretesto, l’emendamento va ritirato, punto”.

E i senatori minacciano guerra anche sull’intenzione dell’Inps di procedere con la linea dura, non rilasciando a chi non paga il 100% il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) positivo, lasciapassare per l’acquisizione di lavori pubblici (come la ricostruzione), una condanna a morte di fatto per molte ditte.

“L’Inps non faccia la furba, sono pronto anche a presentare un ordine del giorno”, ammonisce Tancredi, mentre Legnini ricorda lapidario che “c’è una legge dello Stato e devono applicarla, non scherziamo”.

Da quanto trapela, una bocciatura all’unanimità della commissione Bilancio dell’emendamento-killer potrebbe sbloccare la vicenda rimandando tutto al governo che uscirà dalle prossime elezioni politiche. Inps permettendo, naturalmente.

TANCREDI: “PRONTO A ORDINE DEL GIORNO CONTRO L’INPS”

“Non possiamo votare un emendamento ‘al buio’, sono terrorizzato perché non abbiamo avuto tempo di studiarlo – ammette Tancredi – Abbiamo chiesto un approfondimento e una relazione tecnica precisa, vogliamo sapere cosa succederà davvero se passa: chi sono i soggetti colpiti, qual è l’impatto economico reale eccetera”.

“Non riteniamo ci siano la fretta e l’urgenza di mettere questa norma dentro la legge di stabilità – prosegue il senatore Pdl – Quello dei contributi è un argomento delicatissimo, si fa in tempo ad affrontarlo anche con il nuovo governo, magari con un decreto”.

Tra l’altro, Tancredi svela che “non è nemmeno chiaro se la procedura d’infrazione sia stata avviata formalmente o meno: il ministro Barca (nella sua nota di sabato, ndr) ha detto di sì, ma a una nostra precisa domanda di relatori il ministro dell’Economia Vittorio Grilli non ce l’ha confermato”.

Lo scenario quindi è duplice. “Se domani arriva una relazione che ci convince, e con i potenti mezzi del ministero dell’Economia potrebbero farcela, vedremo, altrimenti la legge di stabilità si vota senza questo emendamento”, promette.

Quanto all’Inps, “non può fare la furba, deve aspettare che si risolva la vicenda prima di chiedere i contributi. Sono disponibile anche a fare un ordine del giorno se sarà necessario – è la promessa – Domani comunque ci sarà anche il ministro del Lavoro, sentiremo anche questo aspetto”.

LEGNINI: “NON SI PUO’ ANTICIPARE LA UE E FAR FALLIRE LE AZIENDE!”

“La relazione tecnica è stata richiesta ma è un pretesto, in realtà abbiamo chiesto il ritiro dell’emendamento – svela Legnini – È una cosa seria e grave, non si può affrontare un problema di questa natura, di questa entità, di questo impatto, con un emendamento all’ultimo minuto. Le conseguenze sull’economia sono enormi, vanno valutate”.

Quanto alla procedura di infrazione, per Legnini “non è conclusa, c’è ancora qualche margine per discutere e trovare una soluzione, ora non so quale. Ma a parte questo – sbotta – non si può anticipare l’Europa e l’infrazione e far restituire le tasse al 100% e far fallire le aziende!”.

Quanto alla posizione di Barca, ossia che l’emendamento-killer è l’unica via, secondo il senatore democrat “il ministro fa bene il suo lavoro, lui e la Fornero hanno lavorato in Europa per limitare il rischio e dal loro punto di vista, tecnico, un risultato lo hanno ottenuto: la restituzione non coinvolge l’intera platea di contribuenti ma solo una parte. Sarebbe però il caso di avere una quantificazione, quanti sono coinvolti?”.

Il finale è sempre minaccioso verso l’Inps. “C’è una legge vigente sul 40% – ricorda Legnini – e fin quando non si completa la procedura, se e quando si completerà, varrà la legge dello Stato italiano”.

“Come fa l’Inps a dichiarare la morosità di un contribuente dell’Aquila che ha dalla sua una norma che prevede la restituzione del 40% in dieci anni? L’Europa dice che forse non è conforme, e per questo l’Inps non dà il Durc? Non scherziamo”.

RICCIUTI: ”ECCO IL REGALO DEI COMPAGNI BARCA E CIALENTE”

“L’emendamento sulla restituzione delle tasse? Il regalo di Natale agli aquilani del compagno Cialente e del compagno Barca”.

Lo afferma il Consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti, puntando l’indice contro l’atteggiamento assunto dal sindaco dell’Aquila e dal ministro per la Coesione territoriale rispetto al cosiddetto “emendamento-killer” inserito nella legge di stabilità in discussione in Parlamento.

La norma, se approvata, imporrebbe alle imprese del “cratere” sismico la restituzione totale dei contributi Inps e Inail, che la norma precedente (la cosiddetta “legge Letta”), aveva invece fissato al 40%.

“Tutti i parlamentari – attacca Ricciuti – devono impegnarsi per bloccare questa proposta, che rappresenta un modo acritico di assecondare le follie dei burocrati di Bruxelles. Prima ci hanno provato con una circolare che pretendeva di cambiare una legge vigente, ora tornano alla carica”.

“La verità – sbotta – è che questo governo tecnico pensa solo a provvedimenti che garantiscano ritorni finanziari, ma non si preoccupa minimamente delle ripercussioni che gli stessi provvedimenti hanno sui cittadini e sulla loro quotidianità, che è costellata da mille difficoltà”.

Per Ricciuti l’emendamento sulle tasse segue un’altra decisione che rischia di bloccare irrimediabilmente la ricostruzione post-sisma: quella sul contributo diretto, che va a cancellare il sistema che vedeva al centro la Cassa depositi e prestiti.

“L’ennesima dimostrazione – tuona l’esponente del Pdl – della differenza tra il precedente governo politico e quello attuale tecnico, nel perseguire la grande sfida della rinascita dell’Aquila e delle altre aree terremotate dell’Abruzzo”.

“Ai tecnici non interessa nulla della ricostruzione: l’importante è che i conti tornino, se poi le popolazioni e le aziende colpite dal sisma non hanno più nessuna prospettiva per il futuro, non è affar loro”, conclude.