L’AQUILA –  “Sulle tasse non vogliamo stare dietro all’agenda del governo: per i ministri siamo solo un fatto mediatico. Ci saranno altre iniziative e a breve porteremo la nostra protesta a Roma”.

È l’obiettivo grande della protesta per la sospensione delle tasse e il sostegno all’economia aquilana, che è stato fissato questa mattina dalla conferenza stampa in piazza Duomo, indetta dall’Assemblea Cittadina, il Presidio Permanente e i Comitati Promotori, per illustrare il documento programmatico cittadino relativo ai temi portati in piazza nel grande corteo di mercoledì scorso, in particolare sulle tasse e sullo sblocco dei fondi per la ricostruzione. Una manifestazione cui hanno preso parte ventimila aquilani.

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“La lotta – ha affermato Ezio Bianchi dell’Assemblea Cittadina – la protesta e la volontà di rimanere uniti pagano, come ha dimostrato la manifestazione di mercoledì. Gli aquilani hanno capito che bisogna fare da soli e faremo da soli. Abbiamo iniziato un percorso di riduzione delle varie istanze per verificare quelle comuni a tutti cittadini”.

“È chiaro – ha aggiunto – che l’agenda deve essere quella dell’Aquila non quella del governo, con i vari sottosegretari e ministri a cui non importa nulla dell’Aquila. Per loro siamo solo una possibilità mediatica . A dimostrarlo il fatto che, fino a qualche mese fa ogni notizia riguardante l’Aquila veniva sfruttata per farsi pubblicità, mentre una manifestazione come quella di mercoledì è stata totalmente snobbata e oscurata dalle televisioni nazionali”.

“L’informazione reale – ha spiegato – è quella della gente, questa è più difficile che venga portata all’attenzione nazionale ma noi ci batteremo affinché ciò avvenga. Una delle prime azioni sarà quella di pagare un terzo del canone Rai che non ha dato spazio alla nostra protesta”.

“Roma – ha fatto capire Mauro Zaffiri – rimane l’obiettivo e le parole di Chiodi non ci convincono. Il fatto che siano stati stanziati con decreto legge 518milioni di euro, dimostra che c’era un forte indebitamento sull’Aquila che ha portato alla sofferenza delle imprese locali. Il buco c’è ed è stato necessario risanarlo. Vogliamo certezze e controlleremo se le proposte di Chiodi saranno tradotte in fatti concreti”.

 “La forza della nostra manifestazione – ha concluso Luigi, dell’Assemblea cittadina – dimostra che non siamo soli, la città comincia ad essere un po’ stufa della situazione attuale. Già da molto tempo prima della manifestazione siamo scomparsi dalla stampa nazionale e dai media”.

CONVOCATO CONSIGLIO COMUNALE A ROMA GIOVEDI’ 24

L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila si terrà in seduta aperta il 24 giugno davanti al Senato “per sensibilizzare le istituzioni ai problemi della ricostruzione”. L’assise cittadina è stata convocata per le 9 dal presidente, Carlo Benedetti, in ossequio a una precedente decisione dell’Assemblea.

“Porteremo nella capitale e nelle massime sedi istituzionali – ha spiegato Benedetti – le giuste rivendicazioni dei terremotati rispetto ai problemi della ricostruzione, dell’istituzione della zona franca, dei finanziamenti e della restituzione delle tasse”.

Ai lavori saranno chiamati a partecipare i sindaci del “cratere”, i parlamentari abruzzesi, i consiglieri regionali e tutti i cittadini aquilani e dei Comuni colpiti dal sisma. I dettagli inerenti l’ordine del giorno e le modalità di svolgimento verranno stabiliti dalla riunione dei capigruppo.

“Da parte mia – ha proseguito Benedetti – auspico la più ampia partecipazione possibile da parte di tutti, cittadini, istituzioni, associazioni di categoria. La nostra voce in difesa dei nostri diritti, primo fra tutti quello a sopravvivere, dovrà alzarsi con la forza e con la civiltà di cui abbiamo dato prova finora”.

MOBILITAZIONE SU FACEBOOK CONTRO TG1 E TG2

L’AQUILA – Il popolo di Facebook bersaglia le pagine tematiche dedicate al Tg1 e al Tg2 per denunciare il fatto che la notizia della mobilitazione convocata due giorni fa nel capoluogo d’Abruzzo per chiedere agevolazioni fiscali per l’area del cratere e maggiori garanzie sulla ricostruzione, non é stata riportata dai Tg delle due principali emittenti del servizio pubblico.

Una rete talmente fitta di commenti dal tono “il 16 giugno eravamo 20.000 all’Aquila e ci avete oscurati”, o semplicemente “L’Aquila, L’Aquila, L’Aquila” da costringere gli amministratori della pagina del Tg1 a chiudere temporaneamente lo spazio.

I commenti appaiono sotto le principali notizie degli ultimi due giorni, dal Mondiale sudafricano ai fatti di cronaca alle valutazioni del presidente del Senato, Renato Schifani, sulla manovra finanziaria. Migliaia anche le e-mail di protesta agli indirizzi delle due testate, divulgati sempre attraverso i social network.

E intanto è nato un gruppo “No L’Aquila? No canone Rai”, in cui gli amministratori invitano gli utenti aquilani a “non pagare il canone Rai finché non venga restituita dal servizio pubblico la giusta dignità ai fatti che accadono nella nostra citta”.

L’APPELLO DELL’ASSEMBLEA: ”UNITI COSTRUIAMO ALTRE INIZIATIVE”

L’AQUILA – “Abbiamo dimostrato che i cittadini sanno e possono contare, elaborare proposte risolutive, abbiamo dimostrato che all’Aquila la città è pronta per una azione comune fra cittadini e istituzioni, ma di più: abbiamo potuto finalmente dimostrare che senza i cittadini, le istituzioni hanno le armi spuntate”.

Lo afferma in una nota l’Assemblea cittadina di piazza Duomo, che ha organizzato il corteo per la sospensione delle tasse e il sostegno all’economia cui hanno partecipato ventimila aquilani.

“Senza i cittadini, senza la loro elaborazione e consapevolezza – spiegano dall’Assemblea – senza la discussione dei problemi e la condivisione degli stessi, non si va da nessuna parte. E da nessuna parte infatti siamo andati per 14 mesi”.

UN’ADESIONE SORPRENDENTE

“Le adesioni alla manifestazione – prosegue la nota – hanno stupito persino noi, che pure abbiamo lavorato molto per la massima unitarietà. Certo il tema era abbastanza coinvolgente, e per di più urgente. Certo pensare che la controparte è il governo, lontano da noi, ha reso più facile la coesione. Ma i cittadini, convinti e decisi, hanno portato uno dopo l’altro gli amministratori, i sindacati, le associazioni di categoria, a scendere in piazza, ad avere il coraggi di contarsi”.

ALLA CITTA’: ”COSTRUIAMO ALTRE INIZIATIVE”

L’Assemblea in ultimo lancia due messaggi. “Uno – si spiega – alla città, ai cittadini, agli imprenditori, ai professionisti, ai lavoratori, a quanti hanno avuto il coraggio di scendere in campo, di mettersi in gioco: abbiamo fatto la cosa più bella e più grande che potevamo fare, siamo stati bravi, ci siamo contati davvero. Ma questo è stato solo un inizio. Adesso sappiamo che possiamo e dobbiamo andare avanti. Venite in piazza, partecipate alle assemblee, come abbiamo fatto negli ultimi 10 giorni. Costruiamo insieme altre azioni che ancor più spingano e stimolino”.ù

ALLE ISTITUZIONI: ”VENTIMILA CITTADINI, LA VOSTRA FORZA”

L’altro messaggio dell’Assemblea permanente è indirizzato “alle Istituzioni, ai vertici di tutte le forze economiche e sociali, civile e religiose del territorio: ventimila cittadini sono la vostra sola forza, l’assemblea cittadina e i comitati e tutti devono essere resi partecipi, attraverso gli strumenti della informazione, della trasparenza e della sussidiarietà, previsti dalla legge italiana e presenti anche nello statuto comunali, partecipi delle discussioni, dei progetti, delle proposte e delle scelte che siete chiamati a fare. I cittadini sono coinvolti e quindi devono partecipare”.

”PORTEREMO LA PROTESTA ANCHE SOTTO LA RAI A VIALE MAZZINI”

L’AQUILA – L’assemblea cittadina di piazza Duomo è pronta a proseguire la mobilitazione su sospensione tasse e sostegno all’economia aquilana protestando anche davanti alla sede Rai di viale Mazzini.

“Se andremo a Roma – spiegano dall’assemblea – lo faremo non solo manifestando davanti a Montecitorio, ma anche a viale Mazzini e questo per protestare contro la scelta del Tg1 e del Tg2 di non coprire la manifestazione”.

“La stampa locale e le agenzie – ha commentato Francesca Fabiani, dell’assemblea – ci hanno seguiti e le testate hanno partecipato attivamente alla nostra manifestazione, ma Tg1 e Tg2 evidentemente devono ancora rispondere ai padroni e non sono liberi di fare quello che vogliono”.