L’AQUILA – “Il governo sfidi l’Europa. Letta deve resistere alla posizione dell’Unione europea sulla restituzione delle tasse per intero e non avallarla”.
Questo il pensiero del presidente della Regione, Gianni Chiodi, reduce dalla due giorni di Bruxelles in cui ha preso parte all’audizione del gruppo del Partito popolare europeo.
Chiodi è stato il primo ad andare fuori dal tema principale, che era la congruità della spesa per i 4.500 alloggi del progetto C.a.s.e., e si è lanciato all’attacco parlando dello sconto a rischio sulla restituzione delle tasse sospese durante il sisma del 2009 e di un’Europa “lontana” dai cittadini.
Oggi insiste spiegando che “il governo non dovrebbe essere supino come sta facendo, ma andare avanti e cancellare dalla legge comunitaria l’indicazione della restituzione senza lo sconto del 60%, a costo di avere una procedura di infrazione. Quella misura non alterava la concorrenza, semmai la riequilibra”.
Il governatore ricorda la genesi del provvedimento, “rimasi per 3 giorni a Roma a fare la posta mentre cadeva il governo e alla fine riuscimmo ad avere lo stesso trattamento di Marche e Umbria, ora non si può vanificare. Il primo a metterlo in pericolo – attacca – è stato l’ex ministro Fabrizio Barca, doveva resistere e invece è emersa la sua posizione europeista”.
Il Popolo della libertà, partito di Chiodi, compone mezzo governo, quindi se il premier Letta non sembra esattamente disposto a ‘sfidare’ la Ue si potrebbe stimolare almeno il vice premier Angelino Alfano. “La stiamo già portando avanti quest’azione”, assicura Chiodi.
Che sullo strumento da usare è scettico sugli emendamenti per mantenere la restituzione al 40%, “saranno presentati ma è difficile che vengano approvati, abbiamo già visto che è successo con quello che finanz9ava 1 miliardo l’anno. Dato che la legge comunitaria la fa il governo – ricorda – basta espungere questo punto”.
Chiodi commenta anche la posizione della europarlamentare tedesca Ingeborg Grassle, che ha presieduto l’audizione italiana a Bruxelles e ha gelato tutti con un “vedetevela voi” sulla ricostruzione, definendola “questione locale”.
“L’Unione europea ha il fondo di solidarietà per le emergenze e non per la ricostruzione, che è vicenda nazionale e su questo non c’è dubbio – premette Chiodi – Ma quello che può fare la Ue, e già sarebbe molto, è almeno non mettere i bastoni tra le ruote e non chiedere quella norma sulle tasse!”.
Bordate, infine, in vista dell’ormai prossima, prima visita della presidente della Camera, Laura Boldrini, anticipata da AbruzzoWeb.
“All’Aquila stanno ricominciando le passerelle, se portano 10 miliardi va bene ma se portano 0 euro no”, sbotta Chiodi, che ricorda di avere “disertato l’ultima”, ossia la visita del ministro alla Coesione territoriale Carlo Trigilia, accolto dal solo sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “non sono venuto perché conosco questi meccanismi”.



