L’AQUILA – “Questa inaugurazione coincide con il mio insediamento, e nella relazione faccio tesoro dei risultati conseguiti l’anno precedente che fanno ben sperare per il futuro. All’Aquila scontiamo le solite carenze di organico sia per quanto riguarda i giudici ma ancora di più per il personale amministrativo che è fondamentale visto che alcuni operatori sono andati di recente in pensione”.
Lo ha detto stamani il nuovo presidente del Tar dell’Aquila, Maria Abbruzzese, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che si è tenuta nel capoluogo di regione. Abbruzzese, che arriva dal Tar di Napoli, è subentrata alla collega Germana Panzironi.
“Il turn over diventa complicato”, ha aggiunto, “comunque ci metteremo al lavoro per condurre al meglio l’attività”.
Nella relazione si fa riferimento al gran lavoro dei giudici che ha consentito di ridurre il tempo medio della durata dei giudizi sotto la soglia dei 3 anni. “Si tratta di un buon dato ma migliorabile avendo la possibilità di celebrare udienze straordinarie”, ha commentato.
“Il trend segna una riduzione progressiva dell’arretrato”, ha detto il magistrato, “questo significa che ci stiamo mettendo a regime anche sfruttando le occasioni propizie che ci ha dato il Pnrr che ci ha permesso di ridurre il lavoro grazie a una gestione straordinaria delle udienze e ora vogliamo consolidare questi risultati”. Sono 5 i giudici in organico ma al momento ne manca uno.
“Più in particolare”, ha aggiunto, “ci sono 1200 ricorsi pendenti e quelli proposti nel 2025 sono 600, vuol dire che abbiamo pendenze che comunque vanno gestite. La giustizia amministrativa deve dare risposte ai cittadini”.
“La categoria di ricorsi che ha fatto segnare una crescita abnorme sono quelli riguardanti gli insegnanti per esecuzione del giudicato, segnatamente proposti in ottemperanza e riconducibili al contenzioso innescato dall’estensione della carta elettronica docenti anche a beneficio del personale scolastico precario. Si è passati da 14 ricorsi nel 2024 a 167 per lo scorso anno. Aumentati anche i ricorsi degli appalti nella sanità”.
In relazione ai ricorsi degli insegnanti nella relazione si legge con tono polemico “che una volta consolidato l’indirizzo che estende il beneficio ai precari non vi è motivo che l’amministrazione neghi o ritardi l’attribuzione agli aventi diritto; non vi sarebbe ragione di ingolfare l’ordinario lavoro del Tar con ricorsi dall’esito scontato che tolgono spazio alle controversie vere”. Sono invece in calo i ricorsi in tema di demanio e patrimonio.
Da ultimo il presidente ha ringraziato il segretario generale e i colleghi magistrati Mario Perpetuini, Maria Colagrande, Rosanna Perilli, Massimo Baraldi.





