L’AQUILA – Svolta importante nell’inchiesta sulle presunte tangenti per la ricostruzione dell’Aquila, che ha causato un terremoto politico nella Giunta Chiodi con le dimissioni dell’assessore all’Ambiente, Protezione civile e Rifiuti, Daniela Stati (nella foto a destra mentre abbraccia il padre Ezio).

La Procura dell’Aquila ha chiesto infatti la libertà per quattro dei cinque indagati, sottoposti a misure cautelari di diverso tipo.

Ad annunciarlo è l’avvocato Alfredo Iacone, che segue la vicenda assieme al collega Antonio Milo.

“Il Pubblico ministero – spiega – ha terminato le indagini e per questo ritiene che non siano più necessarie le misure cautelari per gli indagati, adottate per il presunto pericolo di inquinamento delle prove”.

Da quanto si apprende, il Pm Antonietta Picardi ha avanzato la richiesta al Giudice per le indagini preliminari, Marco Billi, che dovrà decidere sul da farsi. “Probabilmente lo farà lunedì o al massimo martedì”, ipotizza Iacone.

GLI INDAGATI

I quattro indagati sottoposti a misure cautelari sono Ezio Stati, padre di Daniela, già tesoriere della Democrazia cristiana ed ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, in carcere e poi ai domiciliari; l’imprenditore Vincenzo Angeloni, ex parlamentare di Alleanza nazionale e Forza Italia nonché ex presidente dell’Avezzano Calcio e della Valle del Giovenco, anch’egli prima in carcere e poi ai domiciliari; l’altro imprenditore Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management, società del gruppo Finmeccanica, che ha l’obbligo di dimora nel Comune di Roma (su questo c’è un ricorso pendente); infine Marco Buzzelli, compagno della Stati, che si trova ai domiciliari ad Avezzano.

Per la stessa Daniela Stati, la quinta indagata, dopo che si è dimessa subito da assessore è venuta meno la necessità dell’interdizione dai pubblici uffici che la Procura intendeva chiedere.

LE INDAGINI

Le indagini riguardano i presunti favoritismi ottenuti dalla società Abruzzo Engineering (le cui quote sono al 60 per cento della Regione Abruzzo, al 30 per cento della Selex, società di Finmeccanica, e al 10 per cento della Provincia dell’Aquila) attraverso la modifica di un’ordinanza (mutata, secondo l’accusa, dopo l’intervento dell’ex assessore Daniela Stati) della presidenza del Consiglio dei ministri.

Una modifica che avrebbe consentito ad Abruzzo Engineering di ottenere lavori per un milione e mezzo di euro.

Gli indagati avrebbero esercitato “pressioni” attraverso costose regalie: un televisore per Ezio Stati, un anello con diamante per la figlia Daniela, una consulenza e una macchina di grossa cilindrata (Audi A4) per Buzzelli.

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