L’AQUILA – No al giudizio immediato, ovvero saltando l’udienza preliminare e andando subito in dibattimento, che era stato richiesto dalla procura della Repubblica dell’Aquila, ma è stato rigettato dal giudice, nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti in 12 appalti pubblici di ricostruzione post-terremoto 2009 gestiti dai Beni culturali d’Abruzzo.

L’operazione, chiamata “L’importante è partecipare” da un’intercettazione che sbeffeggiava le ditte sfavorite dagli indagati, ha portato all’arresto ai domiciliari di 10 persone, a 5 interdizioni dall’attività e a 20 indagati a piede libero tra professionisti, funzionari del Mibact e imprenditori.

Il fascicolo ha anche cambiato rappresentante della pubblica accusa dopo il trasferimento di Antonietta Picardi alla procura generale della Corte di Cassazione.

Nuovo titolare sarà il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli.

Secondo quanto appreso da fonti difensive, era stato richiesto il giudizio immediato cautelare, vista la presenza di indagati oggetto di misure cautelari, che è stato respinto, mentre erano scaduti i termini per quello ordinario, che va proposto al massimo entro 90 giorni.

A questo punto l’inchiesta procede secondo l’iter tradizionale: agli indagati verrà recapitato un avviso di conclusione delle indagini e, di seguito, la pm chiederà il rinvio a giudizio o l’archiviazione per alcuni o tutti e verrà fissata un’udienza preliminare per discuterlo.

I dieci finiti ai domiciliari sono: Lionello Piccinini, geometra del segretariato Mibact, Antonio Zavarella, presidente della commissione di collaudo del Teatro comunale, Berardino Di Vincenzo, ex segretario regionale Mibact ora in pensione, Marcello Marchetti, architetto del segretariato Mibact, Mauro Lancia, contitolare della Lancia Srl, Giampiero Fracassa, direttore tecnico della Fracassa Rinaldo Srl, Vito Giuseppe Giustino, presidente del Cda della società cooperativa l’Internazionale con sede ad Altamura, Antonio Loiudice, amministratore unico della Edilco Altamura, Graziantonio Loiudice, suo figlio, e Leonardo Santoro, geometra dell’Internazionale.

Per cinque persone è stato disposto il divieto di esercitare per 2 mesi l’attività professionale: si tratta di Giancarlo Di Vincenzo, architetto figlio di Berardino, Alessandra Del Cane, Michele Fuzio, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, Domenico Pazienza, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale, e Michele Buzzerio, progettista dell’Internazionale dei lavori al Teatro comunale.

Sono dodici i cantieri finiti sotto la lente di ingrandimento della procura: chiesa di Santa Maria del Ponte a Tione (L’Aquila); chiesa di San Domenico a Sulmona (L’Aquila); chiesa di San Salvatore a Civitaretenga (L’Aquila); Badia di Sulmona (L’Aquila); teatro comunale dell’Aquila; Mura Urbiche dell’Aquila; Porta Branconia l’Aquila; chiesa di San Biagio a Cappadocia (L’Aquila); torre medicea di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila); chiesa di San Sisto all’Aquila.

I 20 indagati a piede libero sono Valerio Agostinelli, geometra della Lancia Srl, Italo Albani, imprenditore titolare della Soalco, Giancarlo Boscaino, geologo, Claudia Castagnoli, dipendente Mibact, Fabio Cacciari, direttore tecnico della Atec Srl, Gianfranco D’Alò, dipendente della Soprintendenza, Aldino Del Cane, tecnico, Franco De Vitis, dipendente della Soprintendenza, Federica Di Vincenzo, tecnico, altra figlia dell’ex segretario generale Berardino, Claudio Finarelli, dipendente Mibact, Giuseppe Liberati, dipendente della Soprintendenza, Gianluca Marcantonio, architetto componente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici ma coinvolto come responsabile sicurezza di un cantiere, Pasquale Marenna, tecnico, Francesco Montazzoli, collaboratore dello studio Di Vincenzo, Berardino Olivieri, dipendente della Soprintendenza, Ernesto Penzi, titolare della Ingg Penzi Spa, Giorgio Aldo Pezzi, dipendente della Soprintendenza, Lucio Piccinini, cotitolare della ditta Atec Srl e fratello dell’arrestato ai domiciliari Lionello, Vladimiro Placidi, tecnico ed ex assessore comunale alla Ricostruzione pubblica di centrosinistra, Giuseppe Rossi, dipendente Mibact.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Stefano Rossi, Emilio Bafile, Marco De Paulis, Francesca Caccia, Antonella Di Nino, Angelo Pace, Guglielmo Marconi, Lino Nisii e Francesco Coli. (alb.or.)