PESCARA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere e si è dimesso da tutti gli incarichi Angelo Melchiorre, 61 anni, uno dei sei arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Earthquake”, che riguarda un presunto sistema di tangenti nell’ambito della ricostruzione post-sisma in alcuni Comuni del Pescarese e dell’Aquilano.

Gli interrogatori, nel tribunale di Pescara, sono iniziati alle 10.30. In aula, davanti al gip Gianluca Sarandrea, i pm Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio.

Il primo a entrare, accompagnato dall’avvocato Lino Sciambra, è stato proprio Melchiorre, indagato in qualità di responsabile tecnico del Comune di Bussi sul Tirino (Pescara) e dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione numero 5.

“Il mio assistito non ha risposto solo perché non abbiamo ancora ricevuto le copie degli atti – ha detto Sciambra – Subito dopo saremo noi a chiedere di essere interrogati, per chiarire ogni cosa”. Il legale ha poi annunciato le dimissioni dagli incarichi da parte del suo assistito.

“Melchiorre si è dimesso da responsabile tecnico del Comune e da responsabile dell’Utr numero 5, perché la sua attuale posizione impedirebbe agli uffici di proseguire il proprio lavoro – ha spiegato – Abbiamo chiesto la revoca degli arresti domiciliari poiché i fatti contestati si riferiscono agli anni 2010, 2012 e 2013, e anche alla luce delle dimissioni di oggi decade il rischio di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato”.

Melchiorre, in alcuni momenti, è apparso provato e in lacrime. “Le sue condizioni di salute non sono ottimali – ha rimarcato l’avvocato – e un attimo di cedimento appare comprensibile”.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere anche Emilio Di Carlo in qualità di direttore dei lavori e progettista degli aggregati 43 e 45 del Comune di Bussi sul Tirino (Pescara) e l’ex colonnello dell’esercito Giampiero Piccotti di Gubbio (Perugia), due dei sei arrestati.

Di Carlo, tuttavia, ha rilasciato una dichiarazione spontanea davanti al gip Sarandrea. “Mi professo innocente – ha detto Di Carlo – Non posso parlare perché non conosco le carte”.

Ascoltati oggi tutti gli arrestati, accusati a vario titolo, insieme a Melchiorre, di associazione a delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e induzione indebita a dare o promettere: Emilio Di Carlo, 54 anni, in qualità di direttore dei lavori e progettista degli aggregati 43 e 45 del Comune di Bussi; Marino Scancella (65), in qualità di architetto incaricato della progettazione dell’aggregato 30 del Comune di Bussi; l’imprenditore Stefano Roscini (49); l’ex colonnello dell’esercito Giampiero Piccotti (80); il tecnico ed ex consigliere comunale di Gubbio Angelo Riccardini (55).